Archivi categoria: Parole in libertà

#ilbambinovolante – Storie di persone speciali

La storia di Patrizio, un bimbo affetto da una malattia rara, vorrebbe prendere il volo e diventare un libro che racconti di disabilità in modo facile e sereno, che aiuti chi ci sta a contatto ad affrontarla, a capirla ed a darle il giusto peso. Lontanissimi anni luce da pietismi e soprattutto da individualismi che è facile (e forse anche giusto) che colgano chi dalla disabilità è colpito in prima persona, i genitori di Patrizio si stanno spendendo da sempre per un miglioramento della qualità della vita ovvio di Patrizio, ma anche di tutte le altre persone che stanno vivendo la stessa loro condizione, ed anche questa bella idea va in quel senso. Ora hanno bisogno del nostro aiuto per far diventare questo libro realtà, così hanno lanciato una campagna su kickstarter per raccogliere i fondi sufficienti alla produzione del volume.

Aiutarli significa aiutarci!

Qui il video di presentazione del progetto ed il link di kickstarter.com per partecipare al finanziamento del progetto (con quote da 5 € in su!)

https://www.kickstarter.com/projects/bambinovolante/bambino-volante-floating-boy-illustrated-childrens/posts/2017468

 

 

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La differenziata de mi’ nonna

riciclo-rifiuti1La monnezze de mi’ nonna erano quattro stupidaggini a settimana, du’ cocce d’ovo, quarche lisca de pesce, ossi de frutta e la carta de un pacco de farina. Poco più.
Er pane secco lo bagnava e ce faceva la panzanella, se era troppo lo portava a Santa, che lo dava alle galline, barattato co’n ovetto fresco. Er latte lo pijava da Pierina, che armata de sgommarello e imbuto lo metteva dentro a ‘na bottija de vetro. Sempre la stessa. L’acqua manco a dillo, alla fontana, il vino all’osteria. Le stesse dieci bottiglie da ‘na vita, bollite mille vorte. I piatti se sgrassavano coll’acqua della pasta, sapone QB. Coi barattoli de vetro ce faceva la passata. Il cartone sempre a Santa e co’ 500 lire de differenza te dava ‘na gallina.
Mi’ nonna era bio.
La carne che un giorno era bollito er giorno dopo era ripassata co’a verdura e er terzo giorno era porpetta, mi nonna non buttava da magna’ manco sotto tortura. Er vino diventava aceto. Mi’ nonna forse faceva quarche cosa pure co’ le farfalle de’a farina.
La plastica nun sapeva manco che era. Se a mi’ nonna je davi da magna’ dentro a ‘n piatto de plastica bene te diceva se te continuava a rivorge’ ‘a parola. Pensa se j’avessi detto che poi pe’ buttallo lo dovevi lava’ uguale, avrebbe detto venti avemarie ar posto tuo pe’ fatte perdona’.
Pe’ mi’ nonna l’umido è sempre stato quello della sala, in alto a destra sotto la canna fumaria della stufa. C’ha combattuto una vita. ‘Ccisua.

Musica forzata e subliminale. Storie di thespaciti, tori e pulcini pii che non avremmo alcuna voglia di farci raccontare.

babyK

Sono strastufo della vostra musica subliminale, dei ritornelli tormentone, degli incisi che ti ritrovi a cantarli nonostante li odi, dalle lambade ai despaciti.

Perché devo ritrovarmi a muovere le labbra al ritmo di sottoalsolesottoalsole diriccionediriccione, perché cercate di imprimermi una canzone che non significa niente? Qual’è lo scopo, il disegno superiore? I soldi dei download, delle vendite, delle ospitate? Ma un po’ di sana voglia di lavorare no??

Qual’è la mente malata che si è messa a studiare questo meccanismo osceno per il quale io debba necessariamente farmi ipnotizzare da alcuna musica senza senso, senza messaggio, senza armonia e melodia, spesso addirittura senza ritmo. Cosa trae la società dai miei movimenti labiali conquistati con l’inganno e la prepotenza con l’ipnosi da ascolto forzato? E non mi dite che uno può evitare di ascoltare, io ci provo, ci riesco per mesi, ma il martellamento mediatico sta lì ad aspettare lo spiraglio di luce per entrarti dentro, dal bar all’Eurospin, dalla fila in banca al distributore di benzina. Come faccio ad evitare i vostri attacchi? E’ una lotta impari, di violenza che non vi si può ricambiare! Siete da denuncia per stalking, per violenza privata, per violazione della privacy!!! IO NON VI VOGLIO SENTIRE! FATE QUELLO CHE CAZZO VI PARE! GOVERNATE IL MONDO AL RITMO DEL PULCINO PIO, MA NON ROMPETE I COGLIONI A CHI ONESTAMENTE E SINCERAMENTE NON VUOLE FAR PARTE DEL VOSTRO GIOCO!!! ANDATEVENEAFFANCULOOOOO!!!

Ecco, mo’ ve l’ho detto.

Bella.

 

P.S. Qualcuno sa dirmi chi cazzo è Baby K?


La MalaEstate! A.A.A. Cercasi creatività in zona Castelli Romani!

malaestatematrixA.A.A. CERCASI CREATIVITA’!!!

Nei mesi di Luglio e Agosto 2017 presso gli spazi del Matrix Village in via dei Fabbri a Genzano (Rm) avremo la possibilità di organizzare eventi musicali/culturali di varia natura, riproporremo sicuramente il format del * Cantautore Ci Sarai * e tante altre idee correlate sempre alla musica d’autore, ma vogliamo dare spazio anche alle arti visive, alla presentazione di libri, alle monografie di artisti importanti, a serate dedicate alla gastronomia regionale… Insomma, gli spazi ci sono, le attrezzature ed i mezzi non mancano, dalla cucina al palco, il cocktail bar è quasi operativo! (Unico vincolo: le serate musicali avranno carattere acustico ed intimo, la suggestiva location ci permette di dare spazio a generi dal jazz al folk al cantautorato, con set musicali ridotti, duo o trio al massimo!)

Siamo aperti a qualsiasi collaborazione ed idea esterna che venga da associazioni o singoli artisti, piuttosto che cuochi, stilisti, fotografi… Chiunque voglia mettere in gioco la sua creatività può contattarci qui su facebook o alle mail andreacaovini@libero.it e pongosbronzo@hotmail.com

Vi aspettiamo!!!

Andrea Caovini e Giorgio Raponi

P.S. Ovviamente potete iniziare ad aiutarci già solo condividendo questo post o taggando nei commenti le persone tra i vostri contatti che ritenete interessate a questo progetto!
Grazie!


Pamplona: Fabri Fibra feat. Thegiornalisti

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Frame dal video di Pamplona

Pamplona di Fabri Fibra coi Thegiornalisti è di una banalità disarmante. Rime scontatissime, consonanze abusate, concetti triti e ritriti. Puzza di quei discorsi che si fanno due che si incontrano al bar, che se è lunedì cominciano con Totti, se è nuvoloso col tempo e se è ora di pranzo con la fame.

Bella.

 


Baustelle: Amanda Lear – recensione

Oh rega’, io vi ho voluto un sacco bene, lo sapete… ma che due palle gli anni ottanta.

Bella.


Le Luci Della Centrale Elettrica: Stelle Marine – recensione

Di Vasco Brondi ci sono cose che si possono prendere in giro, non per ultima quella dizione/cadenza che ricorda lontanamente una prima gattonissima Valeria Marini, qualche etto di ritocchi fa. Così a questa canzone mi ero avvicinato con quel leggero ghigno per scriverne male, cercando di non capirla quasi perché facesse più fico che farlo, così l’arpeggio iniziale non  mi risultava starci dentro con la melodia vocale, ancor peggio all’ingresso delle percussioni tribali. Andando avanti di poco nell’ascolto però tutto ha preso un andamento molto “quadrato” e definito di cose diverse che viaggiano insieme con lo stesso passo. Una migrazione musicale di suoni normalmente impensabili da avvicinare che si stanno di fianco mantenendo la stessa andatura con naturalezza, come in fila allo sbarco di una nave che ha raccolto gente da tutto il mondo. “L’acqua si impara dalla sete”, giusto, “la terra dagli oceani attraversati”, cazzo se è vero, “la pace dai racconti di battaglia”… Al ritornello mi sono convinto di stare ascoltando una gran bella canzone, che rimane in testa il giusto per far riflettere, attuale, ma di quell’attualità trattata con poesia, pure che se piangi non ti si arrugginisce niente. E quando ho visto quella festa colorata di danze tribali fuori la stazione e c’era quel bambino appena nato ho notato le sue mani e mi sono commosso.

Non credo che riuscirò più a vedere una stella marina senza pensare a quelle mani.

Bella.

 

(P.S. Sì, lo so che il testo è tratto da una poesia di Emily Dickinson, ma tu ce l’hai messa in una canzone?)


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