L’educazione al rispetto

scarpe-rosseEducare le persone al rispetto delle debolezze e delle diversità, ed iniziare da subito, quando sono esse stesse deboli, da bambini. Quando da quest’attitudine sono i primi a trarne vantaggio. Educare all’aiuto, all’integrazione, alla fiducia, educare ad un sentimento di ripugnanza verso le ingiustizie, le malvagità, i soprusi. Educare ad una gestione consapevole della paura. Educare all’isolamento della cattiveria, alla lotta civile, al rifiuto della legge del più forte. Questo è compito delle scuole, dei genitori, dei nonni, della società tutta. Se non partiamo da questo saranno sempre inutili gli stracci rossi, le fiaccolate, le pene esemplari, i tappeti di scarpe.


Amministrative 2016: istruzioni per l’uso (dei candidati)

ElezioniComunali

Funziona così:

Tu di politica non ti sei mai occupata/o, anzi chi lo fa ti ha sempre fatto schifo e ne hai sempre parlato male perché tanto stanno tutti là per farsi i cazzi loro, finché un giorno ti si avvicina uno abbronzatello in giacca e camicia aperta oppure anzianotto con cardigan, cappotto e borsalino (gli anzianotti si sa sentono più freddo) e ti dice che invece sarebbe giusto che tu iniziassi a capire che “politica” significa fare qualcosa per il tuo paese, ti ricorda che sei una persona corretta e onesta e che nessuno in paese ha mai parlato male di te, che tutti ti stimano e ti vogliono bene, che sei un esempio di rettitudine ed hai le carte in regola per regalare un futuro migliore ai figli di questa città stanca dei soliti nomi e dei soliti volti. Proprio tu, che in questo non hai mai avuto interesse, sei la persona più giusta. Non potrai perdere!

Ecco, ci sono 100 persone in giro per il tuo paese, metà abbronzatelli in giacca e camicia aperta e metà in cardigan, cappotto e borsalino, che attraversando in modo trasversale tutto lo scibile politico da Casapound ai Comunisti del terzo millennio fanno questo discorso ognuno ad altre 100 persone. Alla fine dei 10.000 indottrinati 3.000 ci cascano e si formano le liste dei vari partiti, movimenti, liste civiche e blablabla.

I 100 iniziali non ripongono in te alcuna speranza se non quella che tu gli porti i voti di tua madre e dei tuoi 3 amici del cuore, e se sei donna invece ripongono in te la speranza di colmare il vuoto della quota rosa, eterna nemica.

Il finale? Tutti gli integerrimi che hanno abboccato non contano un cazzo con i loro 4 voti ma hanno permesso ai soliti noti di rimettere il culo sulla poltrona.

La morale? La politica o la fai o non la fai, non ci si inventa ad un mese dalle elezioni. La politica si studia, si segue, si fa attivamente dentro e fuori le sezioni, sempre, non solo quando serve.

Perché tutto questo? Perché sto a vede’ certi video de comizi che te dico fermete, certi impacci e certi balbettamenti che voi il paese lo dovrete sicuramente cambiare, sì, ma per la vergogna.

Bella.


Quale pubblico vuoi per la tua musica?

Gira da qualche giorno su facebook questo articolo che cerca di dare una spiegazione alla attuale crisi della musica: https://lagrandeconcavita.org/2016/05/16/la-morte-del-pubblico-e-la-fine-di-tutto/ , e che sta riscuotendo molto successo tra i musicisti, probabilmente perché non da a loro nessuna colpa.

Questo non è un’attacco all’autore del post, che non conosco e che giustamente titola la sua come opinione. Ecco, quella che segue è la mia, nella speranza che da più opinioni possibili si possa tirar fuori una teoria valida ed applicabile per migliorare la situazione!

Io non credo che la musica sia in una crisi così profonda, e ritengo che il pubblico non sia affatto morto. Sostengo invece che ci sia un proliferare enorme di musicisti e situazioni musicali (ogni musicista suona mediamente in tre “progetti” diversi, tra la “marchetta” delle cover per farci due soldi, il progetto originale in cui spera per un futuro da nababbo, la band di musica etnopopolare che fa tanto fico e che ha lo scopo di mantenere la tradizione e riscoprire le origini e blablabla) e di conseguenza un eccesso di offerta di serate, questo porta per semplici leggi di mercato ad abbassare i costi delle prestazioni musicali ed invoglia a fare il “mecenate” il localaro qualsiasi che ha due metri quadri liberabili nel locale con una presa di corrente a poca distanza. Il pubblico c’è, e sa dove andare, perciò non paga 5 euro di tessera e due d’ingresso per sentire (spero) buona musica ma in un locale allestito malissimo, dall’acustica pessima, che non ha alcun rispetto per la serata e continua a servire ai tavoli bevute e consumazioni varie tra caciara di conti e resti e ordini urlati oltre ogni umana possibilità (dato che il primo tavolo è a un metro dallo pseudopalco, probabilmente con uno che ha una fame della madonna e se ne frega della musica tant’è che sta seduto di schiena)… Si può definire un musicista alla ricerca del pubblico chi si presta a simili situazioni? Chi ogni tre canzoni deve abbassare il volume, poi deve fare gli auguri a tizio e caio dal “palco” e dedicare una canzone che fa fico, poi deve far spostare tre macchine dal parcheggio?

Il proliferare di liveclub illusori fa peggiorare il lavoro anche di quelli che invece hanno sempre fatto (o nascono per fare) un buon lavoro, cercando realmente di dare un servizio culturale oltre che di mera somministrazione, ma al tempo stesso le serate a ingresso gratuito “perché sennò la gente non consuma” hanno abituato i musicisti a suonare gratis con l’inganno della visibilità ed il pubblico a non dover pagare per vedere un’esibizione musicale e quindi a conferirle meno rispetto, tant’è che al cinema per vedere un dvd paghi minimo 5 euro e ti giri a fare shhhhhhhhh se uno ha la tosse, a teatro neanche te lo dico, e durante un concerto ti fumi cento sigarette e stai più tempo a chiacchierare che ad ascoltare.

Il succo è: non sarà che questa smania di suonare più spesso possibile ci ha rovinato? Non sarebbe meglio suonare solo nelle occasioni giuste a seconda di ciò che si propone? Non è meglio suonare per 5 persone che non ci conoscono ed alla fine vendere un cd piuttosto che portare tutte le famiglie dei componenti della band a cena, organizzare con gli amici e i colleghi e ogni volta farci sentire sempre dalle stesse persone (magari pure 200), giustamente stufe alle quali poco e niente si può ormai chiedere in termine di attenzione? Non è meglio suonare 5 brani ed invogliare la gente a seguirci ancora e sentire gli altri piuttosto che suonare due ore di seguito che se non si ha il repertorio di De Gregori è complicato catalizzare gli sguardi? Questo per dire che chi fa musica e cerca i canali adatti alla sua diffusione alla fine trova situazioni gradevoli e dignitose, certo, suonerà poco, ma che c’è di male? Chi vuole fare la rockstar continuerà a lamentarsi per chi non capisce il valore di ciò che presenta e chi vuole fare animazione turistica prima che musica invece continuerà a trovare terreno fertile tra brusii, forchettate e brindisi vari, interrotti di tanto in tanto dalla Fiesta bianca targata AF che non fa uscire il pusher per il giro di ricognizione.

panoramica finale


“Tra la Macchina e il Portone” il primo disco de La MaLaStraDa in streaming e download sulle maggiori piattaforme! I link!

malaspotify

 

ROCKIT.IT – http://www.rockit.it/lamalastrada/album/tra-la-macchina-e-il-portone/33782

SOUNDCLOUD – https://soundcloud.com/la-malastrada/sets/tra-la-macchina-e-il-portone

YOUTUBE – https://www.youtube.com/watch?v=JIYSh4T-vbE&list=PLGBunriYo2Zw8u9FWOfQ-u-DIc-xF48Dq

SPOTIFY – https://open.spotify.com/album/4NflD6A9VnxLE69YOIxmON

AMAZON.COM – https://www.amazon.com/Tra-Macchina-Portone-MaLaStraDa/dp/B01F3TS8T2

 


Parlano di noi: Primo Maggio dei Castelli 2016

copertina 1 maggio

FANPAGE.IT :

Primo maggio dei Castelli a Roma: sabato 30 aprile e domenica primo maggio a Velletri

LESTER :

http://lester.roma.it/primo-maggio-dei-castelli/

CHEAP SOUND :

Primo maggio ai Castelli

RELICS – CONTROSUONI :

http://www.relics-controsuoni.com/2016/04/primomaggio-dei-castelli-ecco-la-line-up-definitiva-e-tutti-gli-orari.html

LATORRE.IT

VELLETRI – 30 Aprile al Palabandinelli: ecco il programma completo

DIREGIOVANI.IT :

Carciofi, birrette e tanta musica: è il Primo maggio dei Castelli

 


Primo Maggio dei Castelli 2016 – Line-Up ed orari di esibizione!

30 Aprile 2016 – apertura manifestazione ore 16.00, live dalle ore 18.00!

h. 18.00 – Dei degli Olimpo – Li Scordi Domani – Kubyz – Frankie’s Head – Shevil

h. 20:00 – I was a cloud – Raunchies – Il Branco – I Dottori

Dalle h. 22.00 circa:

3chevedonoilrE  – Johnny Dalbasso – Adriano Bono

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1 Maggio 2016 – apertura manifestazione ore 12.00!

Apertura Live: White Thunder – Fear of Apathy – The Engram

 The Skinny Elephant Project – Martingala – La Scala Shepard – Dada Circus

h. 15:30 – Joe Victor – Chiara Vidonis – Lo Spinoso – La MaLaStraDa

h. 17:00 – Santi Bevitori – Effemme – Giancane – Lucio Leoni – Verderame – Slim (Simone Scifoni)

h. 20:00 – Area765 – Pino Marino – Emanuele Colandrea

h. 22:00 – Steelnox (Bob Angelini – Wrongonyou) – Kutso – Toot

manifesto 1 maggio 2016


La MaLaStraDa – Press Kit

BIOGRAFIA: La MaLaStraDa nasce nel 2011 come prosecuzione del progetto solista di Andrea Caovini, in essere per la pubblicazione di un libro, “Prenestinity” per l’editrice Zona di Arezzo, e del relativo Audiolibro per i tipi di Terre Sommerse di Roma, dalle musiche e testi dell’audiolibro prende spunto questo progetto a tutti gli effetti cantautorale, attivo dal vivo da fine 2010 anche se sotto altro nome, fino ad oggi. Dopo diverse aperture a live importanti (Il muro del canto, Mannarino, Area765, Oratio ed altri) La MaLaStraDa prende la via del disco completando il repertorio e stampando prima l’EP Colpa del vino, interamente autoprodotto, nel 2012 ed infine “Tra la Macchina e il Portone” che dopo 2 anni di lavori e collaborazioni importanti (Giancane, Adriano Viterbini, gaLoni, Lo Spinoso…) e la stabilizzazione della formazione di base in un trio con Andrea Caovini al pianoforte e voce, Emanuele Colandrea (Eva Mon Amour, Cappello a Cilindro ed un affermato progetto solista) alla batteria e cori e Luca Balsamo al basso è pronta per una tournée che partirà da Roma il 10 Marzo e fino all’estate si propone di attraversare diversi live club della penisola. Il disco composto da 13 brani originali ed i relativi live che lo proporranno avranno la caratteristica di non essere tutelati da SIAE, quindi liberi dalle richieste di permesso, essendo Andrea Caovini uno dei più attivi promotori del movimento No Siae per l’abolizione del monopolio in tema di diritti d’autore.

ASCOLTACI:

SoundCloud – https://soundcloud.com/la-malastrada

Playlist da Youtube – https://www.youtube.com/watch?v=JIYSh4T-vbE&list=PLGBunriYo2Zw8u9FWOfQ-u-DIc-xF48Dq

VIDEO: (in attesa di caricamento)

RECENSIONI ED ARTICOLI:

http://albanocalling.blogspot.it/2016/02/5-domande-la-malastrada.html

La Malastrada

FOTO: 


CONTATTI/SOCIAL: 

Andrea Caovini – andreacaovini@libero.it – 3492122416

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