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Cupido Ha Sbagliato Mira – Il video!

“Africa, Asia, ma anche Sud America e Oceania: sono oltre 70 gli Stati che puniscono l’orientamento sessuale con arresti, lunghe detenzioni e in alcuni casi con la pena capitale.”

Fonte SkyTg24


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“Nomen Omen – Ovvero l’essere Romani e la propensione naturale alla creatività onomastica”

Tomas Milian - Nico Giraldi - Er Monnezza

Tomas Milian – Nico Giraldi – Er Monnezza

Premessa: Ti chiami Manganelli e sei il capo della polizia, ecco, questo è Nomen Omen in parole povere. Un ritrovato su cui Walt Disney ha fondato le basi del suo successo (nonostante non sia mai arrivato a concepire la genialità di un nome come Manganelli per il capo della polizia).

Fatto: Qualche giorno fa posto uno stato di facebook sulla faccenda IMU e Berlusconi, un amico mi commenta, ma con l’intento di chiedermi altro, e si collega al post semplicemente modificando il mio nome in IMU, una frase tipo: Senti IMU, ma ieri eri al cinema X?

Riflessioni: Il romano ti battezza ogni volta che ti vede, al di là del tuo nome e del tuo soprannome saprà in ogni distinta occasione come chiamarti, nel modo più appropriato ed inerente, per riportarti ad una dimensione più normale e pratica, soprattutto se sei uomo o se lui è uomo, molto spesso tra due uomini quindi, perché tra due donne è molto più difficile avere tale pittoresca propensione, pure se le possibilità non sono mai poche. A volte lo fa semplicemente per entrare in una discussione che non gli interessa affatto, col fine di dimostrare che ha capito di essere fuori tema, ma lui vuole arrivare ad altro. A volte perché vuole farti notare che sei ripetitivo nei termini che usi, o che sei smielato, o che sei prevedibile. A volte per mettere in chiaro che stai esagerando, che sei logorroico, semplicemente che stai sbagliando qualcosa.

Qualche esempio: Magari tu sei su un’autobus, in piedi al centro del corridoio, parlando con una ragazza seduta con l’intento di far bella figura, dici di essere stato al museo d’Orsay ed essere rimasto molto colpito dall’autoritratto di Van Gogh. Uno da dietro sicuramente ti dirà “Senti, a Van Gogh, che me fai passà che devo scenne?”. O magari sei in un bar col corriere dello sport davanti, semplicemente a leggere un articolo sulla Roma, in primissimo piano una foto di Totti, sentirai probabilmente dire “A capita’ che quand’hai letto me lo passi?”. Sei in farmacia, acquisti e fai per uscire, puoi sentirti chiamare “Tachipirina, te sei scordato la tessera sanitaria!”.

Il romano ti trova una serie innumerevole di nomi occasionali personalizzatissimi, a volte di singole parole inerenti un tuo qualsiasi atteggiamento, a volte lunghi come frasi complesse, a ripetizione del tuo ultimo concetto per non lasciare nessuna possibilità ad una tua incomprensione. Una volta in un pub ho sentito chiamare la cameriera con questo nome, mentre era intenta a parlare con una collega: Scusa, SOSTATAPROPRIOBENEIERISERA, che quando sei libera me la fai ‘na bbira?

A volte questo atteggiamento sembra pura invadenza, chi lo subisce si sente leso della privacy, spiato per certi versi, poi non può che riflettere e farsene una colpa, capendo che questo gesto è un semplice redarguimento per far capire all’interessato/a che mentre pensa di avere un atteggiamento privato ne sta avendo invece uno pubblico, e non può far altro, alla fine, che ringraziare il creativo dell’onomastica per aver evitato che la cosa degenerasse. Il romano quando ti chiama con un nome che non è il tuo vuole spesso semplicemente dirti “a ni’ a me non me va de famme i cazzi tua quindi o la pianti, o parli più piano, o aspetti che me ne vado”.

Insomma il romano con questo semplice gesto di affibbiarti nomi ha la capacità di buttarti a piedi pari nella realtà, dici tre volte cioè in un discorso, da lì almeno a fine conversazione tu sarai Cioè, e vedrai che la prossima volta ci starai ben attento alle parole che usi. Ciò che consiglio a chi volesse togliersi qualsiasi vizio grammaticale è di parlare a lungo con un romano, vi chiamerà, e saprete dove avete sbagliato.


Andando via.

Un letto disfatto“Andando via hai fatto un gran casino, i cassetti hanno vomitato per giorni tanto li avevi strapazzati per tirar via la tua roba, non potevo aprirne uno che le mie cose ne saltavano fuori. Le mie giacche sono state per diverso tempo indecise sulle stampelle nell’armadio, sempre pronte a scivolarne via da un lato, ha creato subbuglio l’assenza del tuo cappotto, probabilmente l’amavano, chissà, e si stavano litigando a spallate gli ultimi respiri del tuo profumo preferito. Continua a leggere


Sicuro che l’omaggio musicale lo fai tu a loro?

Cover BandVorrei da queste mie pagine istituzionali, riconducibili solo ed esclusivamente a me come persona fisica, delle quali quindi ho piena responsabilità, chiarire una volta per tutte il mio pensiero sulle cover band, sui tributi e sullo sciorinamento di omaggi che si fanno alla ricerca del morto fresco o della ricorrenza quotidiana, partendo da un presupposto fondamentale che vorrei fosse onnipresente in chi legge queste mie dichiarazioni tanto che lo ripeterò all’inizio di ogni concetto: Continua a leggere


Pensieri rapidi

I discorsi che cominciano con “tutto sommato”, “in fondo”, “alla fine”, “in fin dei conti” o similari sono in gran percentuale tristi e troppo spesso arrendevoli. Per farli con soddisfazione basta accontentarsi di essere ancora semplicemente in vita.


Copertine Facebook dal Blog

Queste sono delle trasformazioni in immagini di copertina di Facebook di alcune frasi tratte da questo blog e da Prenestinity (I-II), che hanno avuto più gradimento e condivisioni. E sempre sottoponendosi alla regola della condivisione chi volesse farle proprie ed usarle non deve avere il mio permesso, ma la mia gratitudine! Per vederle su facebook seguite questo link:

https://www.facebook.com/andrea.caovini/media_set?set=a.10151220003034706.474871.630839705&type=3

Per gioco stilerò una classifica delle più gradite, proprio sulla base dei like di facebook e realizzerò per il 30 Ottobre, giorno del compleanno dell’idea, una serie gold. Chi vuole aiutarmi ad individuare le migliori, le più simpatiche, le meno peggio è il ben accetto!


Ogni bacio è stato il primo…

Les Amants – Magritte 

“Tra noi ogni bacio è stato il primo. Centinaia, migliaia di primi baci, ognuno diverso ed unico. Come sconosciuti felici ad ogni incontro tendevamo le labbra ad una confidenza diversa, ad un’intimità nuova. Ci cambiavamo il nome per tenere in piedi tutta quella curiosità, per non colmare alcuna attesa. Quando ci siamo dati il secondo era chiaro a tutt’e due che quello, e solo quello, sarebbe stato l’ultimo. ”

 

Prenestinity II – Lettere a Giulia


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