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Indiscrezioni

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Diventando padre

Foto di Claudia del Fiacco

Foto di Claudia del Fiacco

Diventando padre capisci. Capisci quello che tutti i padri ti dicevano che non potevi capire. Capisci che avevano ragione. Eri convinto di averne provato a secchi, a palate, a mazzi di amore, pensavi di poterlo immaginare quello più grande di tutti, ma niente. Questa nuova sensazione ti sbatte al muro e ti mette nelle condizioni di provare una dualità al limite della pazzia. Sei la sicurezza che il tuo bambino crescerà nel migliore dei modi e l’insicurezza nelle tue capacità di riuscirci. Sei la forza che difenderà il tuo bambino ovunque e contro chiunque senza alcun timore e la debolezza di sapere di aver la più grande delle cose da perdere adesso. Sei la fiducia nella bellezza del futuro al quale hai dato la speranza di vita di una nuova generazione e la paura che il futuro non sia poi così bello e possa deludere il tuo piccolo. Sei il contrario di ciò che erano i tuoi genitori come ti ripromettevi nelle tue stupide ire da adolescente e sei invece esattamente come loro nelle attenzioni, nelle apprensioni e nei divieti. Sei il coraggio di affrontare qualsiasi cosa forte di un sorriso inespugnabile ed il timore di non riuscire a nascondere una lacrima ai suoi occhi.

E’ diventando padre che in fondo diventi realmente figlio.


Le prime indiscrezioni sul nuovo disco de La MaLaStraDa!

FriendsDopo due anni di lavoro sta per arrivare il primo “vero” disco per La MaLaStraDa, dopo un EP di 5 brani che voleva definirsi più un esercizio a questo nuovo definitivo lavoro. Dei cinque brani che “Colpa del Vino” (l’EP) conteneva quattro saranno compresi in versione completamente rimaneggiata nel nuovo lavoro, ed il quinto, escluso, darà però il titolo all’album! TRA LA MACCHINA E IL PORTONE.

13 brani (e una ghost) di storie e riflessioni elaborate ipoteticamente nel tragitto che ci riporta a casa, al nido, alla sicurezza, tra un parcheggio arrangiato e l’orlo del letto dove le idee, i progetti, le considerazioni, gli avvenimenti stessi diventano sogni con la possibilità di prendere la forma che desideriamo, o anche di contro di trasformarsi in incubi.

Il trio di base che compone La MaLaStraDa (Andrea Caovini al piano, Luca Balsamo al basso ed Emanuele Colandrea alla batteria) si arricchisce in questo lavoro in studio della collaborazione di diversi amici che hanno accettato l’invito ad apportare il loro tocco, la loro personalità ai brani, e sono:

Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion ed un progetto solista in uscita in questi giorni con un nuovo lavoro dal titolo Film/O/Sound)

Gianluca Lupo

Giancarlo Barbati (Giancane ed Il Muro Del Canto)

Tiziano Russo (Lo Spinoso)

Enrico Guglielmo

Sergio Gaggiotti (Rossomalpelo)

Emanuele Galoni (gaLoni)

Stefano Fiori (Area765)

Il lavoro discografico, realizzato in autoproduzione, sta vedendo la luce grazie alla collaborazione di altri amici come Andrea Secchi che ci ha permesso la registrazione dei pianoforti presso il BIPLANO studio di Roma (grazie anche a Stefano Calabrese), ed a Brando Mennella dell’ICON RECORDING STUDIO di Albano Laziale.

TRA LA MACCHINA E IL PORTONE, ora in fase di mastering sarà presentato ufficialmente ad inizio 2016!

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Ringraziamo i fotografi che hanno acconsentito all’utilizzo delle immagini contenute in questo post, nell’ordine:

Simone Petraczek
Irene Rock ON FittipaldiNene R’n’R Photo
Sofia Bucci
SimoneMast
Tommaso De Vecchis

P.S. Il disco piace… Le prove nel video che segue!


Me te ricordo zecca

Me te ricordo zecca, che annavi in giro co ‘na scarpa e ‘na ciavatta

a rimedia’ du schitarate a gratis per la causa de la festa de L’Unità,

me te ricordo zecca, a la villa d’estate, cor vino de la frasca, er porta pranzo

co’ la pasta e le patate e nun spennevi ‘na lira pe’ magna’.

Me te ricordo zecca, che parlavi d’ideali, de lavoro, sindacati,

de politica der vero, de la gente, dei diritti, delle libertà violate!

Me te ricordo zecca, e per questo nun me spiego, ma ‘ste scarpe,

‘sti vestiti, ‘ste cravatte, ma ‘ndo cazzo l’hai pijate?
Andrea Caovini


* PRENESTINITY * – Libro (versione integrale)

Prenestinity - copertina

Prenestinity – copertina

PRENESTINITY

INTRO (Marco e Teresa)

Per quanto riguardava noi ora eravamo tranquilli, avevamo superato indenni e di sicuro, ormai, il periodo della “sistemazione”. Avevamo avuto la forza, la fortuna ed il coraggio di rimanere soli, esenti da fittizi rapporti sentimentali. C’avevano provato, sì, ad incastrarci, a soggiogarci, i parenti, qualche amico, le donne stesse pretendenti alla nostra libertà, a farci notare che da soli non si può stare, e infatti noi non ci stavamo mai. Senza legami, certo, ma soli no.

All’incontro fatidico riuscivamo sempre a rinunciare con la scusa di qualcos’altro da fare di improrogabile, e da lì a sparire il passo era molto breve, al minimo accenno del credo di o del credo che la nostra fuga era così veloce e decisa da non lasciare tempo né speranza a repliche. Continua a leggere


La cappa della cucina

Una moderna cappa per cucineLa cappa della cucina ha uno di quei rumori che somatizzi, diventa parte della tua stessa vita, dopo un po’ che è in funzione non te ne accorgi più, ti causa un fastidio di fondo, un malessere che a un certo punto non sai più a cosa attribuire, e continui a provarlo con normalità. Non senti più la televisione, qualsiasi conversazione è vietata, pena il sembrare sordi. Ti agiti, ti muovi più velocemente, ma niente, non riesci a sfuggire al rumore della cappa, che non viene più da fuori, ce l’hai dentro. 

Poi la spegni e AAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH! Ecco cos’era!!!

Proprio come accade con certe persone.


Il vestito buono per il funerale.

donna sul lettoLe foderine alla macchina per non rovinare i sedili, il corredo nell’armadio e le lenzuola dei cinesi sul letto, il cristallo in vetrina ed i bicchieri della nutella a tavola…
La bellezza ci ossessiona, non la mostriamo per non sciuparla, la perdiamo senza averne mai goduto.

Il vestito buono per il funerale.


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