Me te ricordo zecca

Me te ricordo zecca, che annavi in giro co ‘na scarpa e ‘na ciavatta

a rimedia’ du schitarate a gratis per la causa de la festa de L’Unità,

me te ricordo zecca, a la villa d’estate, cor vino de la frasca, er porta pranzo

co’ la pasta e le patate e nun spennevi ‘na lira pe’ magna’.

Me te ricordo zecca, che parlavi d’ideali, de lavoro, sindacati,

de politica der vero, de la gente, dei diritti, delle libertà violate!

Me te ricordo zecca, e per questo nun me spiego, ma ‘ste scarpe,

‘sti vestiti, ‘ste cravatte, ma ‘ndo cazzo l’hai pijate?
Andrea Caovini

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