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“Tra la Macchina e il Portone” compie un anno… E potete scaricarlo GRATIS!!!

Il primo disco de La MaLaStraDa, Tra la Macchina e il Portone, compie un anno. Esattamente il 10 Marzo del 2016 fu presentato con una gran festa presso La Quintessa Home a Castel Gandolfo. E mentre la band lavora ai brani del secondo disco ed intanto è impegnata nella fine di un tour di presentazione che ha toccato molte province d’Italia, da Asti a Taranto, da Venezia a Cosenza, ci pare giusto oggi omaggiare questo traguardo con un dono a chi ci vuol bene e apprezza il nostro lavoro: DA OGGI E PER UNA SETTIMANA L’INTERO ALBUM SARA’ SCARICABILE GRATUITAMENTE DAL NOSTRO SOUNDCLOUD!

Questo è il link per l’ascolto ed il download dell’intero lavoro, che ha visto la collaborazione di molti musicisti in un’avventura a spasso tra la musica e l’amicizia. Gianluca Lupo, Enrico Guglielmo, Adriano Viterbini, Giancarlo Barbati (Giancane), Stefano Fiori (Area765), Sergio Gaggiotti (Rossomalpelo) ed ancora Tiziano Russo (Lo Spinoso) che ci ha accompagnato e continua a farlo in gran parte dei live con le sue chitarre, ed infine Emanuele Galoni che ci ha regalato una ghost track nel suo stile di un nostro brano, che trovate appunto in fondo alla playlist.

Chiediamo in cambio a chi decide di approfittare della nostra offerta la semplice ed economica contropartita di una condivisione a questo post! Grazie a tutti!

 

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Belli Fuori, dai cassetti dei sogni…

copertina discohttps://soundcloud.com/la-malastrada/01-belli-fuori

Questa è Belli Fuori nella versione dal disco, quello che potrete ascoltare dal 29 Febbraio in poi, quando saremo a presentarlo in diverse radio FM e web. Quello che potrete comprare ai nostri concerti dal 10 Marzo alla Quintessa Home e nei giorni a seguire a spasso per la penisola… Continua a leggere


*Colpa Del Vino* – l’EP de La MaLaStraDa (testi e credits)

Copertina - Colpa Del Vino

 CUPIDO HA SBAGLIATO MIRA

 Cupido ha sbagliato mira, colpa del vino della sera prima,

la testa gira e non sapendo che fare ha continuato a tirare.

Cupido ne ha scagliata una forte che a momenti gli spaccava il cuore,

e quando è uscita dall’altra parte ne ha colpiti due in fila.

E tutti che dicevano

Non è colpa mia, se sei diverso devi andare via.

Ti meriti una punizione esemplare, non puoi mica farci vergognare.

E tutti ripetevano

Cosa centro io, la punizione tu l’avrai dal tuo dio

e visto che noi siamo gente normale

per parlarci ti dovremo impiccare.

………………………

Cupido non s’è accorto di niente e sotto

a un albero è andato a dormire,

ma quando s’è svegliato dopo due ore ha cominciato a capire.

Due cappi che pendevano tetri, calati giù dal ramo più grosso

due uomini abbracciati tremanti in bilico sopra un fosso.

E tutti che dicevano…

Cupido ha sbagliato mira e con un dardo ne ha colpiti due in fila,

ne è risultato un difetto importante mai notato prima.

Cupido non se n’è interessato, che proprio tutti ci possiamo sbagliare,

e sa che l’uomo non ci mette poi troppo a cancellare l’errore.

E tutti che dicevano…

 

TRA LA MACCHINA E IL PORTONE

Copertina *Colpa Del Vino* - retro

A metà strada tra la macchina e il portone

ti sei accorta di non avere più voglia di entrare,

ma fuori piove ed abbiamo già fatto la spesa,

eviterai l’amore inventando un’altra scusa.

Sì, mi vuoi lasciare,

ma vorresti un po’ di tempo per spiegare,

sei sicura che potrei capire,

ma non mi va di starti ad ascoltare,

fuori ancora piove e non ti vuoi bagnare,

dai ti lascio un po’ di tempo per bere.

Ti lascio un po’ di tempo per bere.

A metà strada tra la macchina e il portone

mi sono accorto di non aver poi tanta voglia d’entrare,

ma fuori piove ed abbiamo anche fatto la spesa,

per far l’amore uno sforzo lo posso anche fare.

Sì, ti voglio lasciare,

ma vorrei un po’ di tempo per spiegare,

son sicuro che potrai capire,

ma non ti va di starmi ad ascoltare,

fuori ancora piove, non mi far bagnare,

almeno lasciami un po’ di tempo per bere.

Lasciami un po’ di tempo per bere.

 

TU NO (you know)

Con te non parlo più, puoi fartene un’idea

È sempre il primo che incontri per strada a portarti via

Piangere non si può, che sto più male di quello che so

In giro tutti lo sanno e tu no, tu no, tu no…

La sera non esco più, non ti sei accorto che manco da un po’

La donna mi ha lasciato per meno sesso e più rock’n roll

C’ho solo il mio conto in banca, molto più rosso di quanto si può

Il direttore m’ha chiamato e tu no, tu no, tu no…

Devo un bel po’ di soldi agli strozzini di mezza città

Probabile che se sto in giro uno dei tanti m’accopperà

Il telefono l’ho cambiato e sto molto attento a chi lo do

Loro l’hanno trovato e tu no, tu no, tu no…

Non vado più al lavoro, non entro in nessun bar

Faccio sempre strade nuove e di fermarmi non mi va

Non parlo con nessuno, non dico che cos’ho

Qualcuno me lo chiede e tu no, tu no, tu no…

Con te non parlo più, puoi fartene un’idea

Sei sempre il primo a girarmi le spalle ed andare via

Piangere non servirà, stai meno male di quel che si sa

E stasera invito tutti giù al bar…

Tu no, tu no, tu no, tu no…

 

BELLI FUORI

Bella, incatenata ad una sveglia per un’auto da pagare

un’estetista a rimediare a qualche lieve inconveniente naturale,

per un’immagine da rispettare,

bella, seminascosta dietro ad un bancone, ad una scrivania,

di schiena allo scaffale di una conad di periferia.

Ma è la parte di te che non vedo a farmi più paura,

è la parte di te in cui non credo a farmi più paura.

Bella, travestita da donna in carriera

con una busta della spesa a turbare un già precario equilibrio formale

da tacchi su pavè stradale,

bella, a ritirare un sussidio al comune senza farsi vedere,

con un marito che lavora in banca ma la va a pulire.

Ma è la parte di te che non vedo a farmi più paura,

è la parte di te in cui non credo a farmi più paura.

Bello, con la macchina aziendale, tre telefoni e una squillo orientale

in un albergo cinque stelle olandese

e lo stipendio da ottocento euro al mese.

Bello, coi completi presi a porta portese

colto a citofonare alla ricerca di case.

Ma è la parte di te che non vedo a farmi più paura,

è la parte di te in cui non credo a farmi più paura.

 

FEDELE SOLITUDINE

M’hanno rubato gli occhi e ora non posso più guardare

non è un problema ormai farmi del male,

Mi rilasso dando calci a uno stivale

mi allontano avendo voglia di restare.

M’invidio sempre un po’ per quella voglia di parlare

che a un certo punto abbaia nel silenzio,

sono giorni che non dedico a me stesso

nelle notti usate come capoverso.

Domani cambierà anche la mia voglia di ascoltare

centrifugando insieme alle lenzuola

il tuo profumo s’alzerà dal nostro letto

il risciacquo lo accompagnerà nel mare.

E m’hai rubato gli occhi e ora non posso più guardare

che già sarebbe poco più che inutile,

col mio bastone bianco me ne vado

con la mia sempre fedele solitudine.

Note: L’EP di cinque brani, Colpa Del Vino, è stato interamente autoprodotto da La MaLaStraDa, ognuno di coloro che ha partecipato l’ha fatto gratuitamente, dai musicisti allo studio, al fotografo, quindi questo lavoro che è per noi un primo piccolo vanto dimostra che l’unione d’intenti fa veramente la forza. Andrea Caovini, autore dei brani e di questo blog quindi ringrazia per il loro contributo alla realizzazione di questo primo piccolo sogno:

David De Rossi – chitarre e cori

Laura Zaottini – violino

Luca Balsamo – basso e fonia

Marco Cocozzoli – foto ed elaborazione grafica

I proventi derivanti dalla vendita dell’EP verranno usati per la realizzazione di un disco vero e proprio di 14 tracce che speriamo di far uscire entro l’anno 2012. Tutti coloro che contribuiranno alla nostra causa acquistando il disco e seguendoci saranno quindi i nostri “produttori” e sarà per noi un piacere raccoglierne le firme su un apposito Moleskin per poi se possibile, pubblicarle in appendice al disco di futura realizzazione.

Canale YouTube : http://www.youtube.com/user/Prenestinity?feature=mhee


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