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Suonare a Capodanno a Roma! GRATIS si può!

capodanno-roma-2017Roma per questo capodanno in ristrettezze ha avuto un’idea strepitosa: INVITARE TUTTI COLORO CHE SIANO APPASSIONATI DI MUSICA, CANTO, TEATRO A VOLER CONDIVIDERE IL PROPRIO TALENTO.

Peccato che:

LA PARTECIPAZIONE E’ A TITOLO GRATUITO, OGNI ONERE DELLA PERFORMANCE SARA’ A CARICO DEL PARTECIPANTE, DURANTE LA PERFORMANCE NON SARA’ POSSIBILE RACCOGLIERE OFFERTE.

Questo è il clima culturale nel quale viviamo, quando altrove alcune attività rappresentano un lavoro da noi sono passioni da condividere. Ora io dico che anche la cucina è una passione da condividere in fondo, no? Allora invitiamo tutti i ristoratori appassionati del proprio lavoro a condividerlo in quella serata e, sostenendo tutti i costi per organizzarsi al meglio per fare bella figura, offrire la cena a tutta Roma, senza possibilità neanche di incassare una mancia per i camerieri.

Oppure parlando di APPASSIONATI il comune voleva escludere i professionisti (probabilmente armati di minor passione) e relegare un intrattenimento per il CAPODANNO IN UNA DELLE CITTA’ PIU’ IMPORTANTI DEL MONDO alla mediocrità, all’approssimazione, all’improvvisazione?

Riflettiamoci su, e vediamo se è il caso di far capire a chi ha tali brillanti idee che sta facendo una figuraccia enorme, con le nostre categorie, con i cittadini di Roma, con il milione di turisti che affollerà le nostre strade.

La speranza è che nessun artista “appassionato” o professionista si presti ad una tale bassezza, e condivida anzi questa notizia e lo sdegno che causa.

TAGGATE SULLA FOTO I VOSTRI AMICI “APPASSIONATI DI MUSICA, CANTO, TEATRO”!!!

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Fonte: Sito ufficiale del comune di Roma
http://www.comune.roma.it/pcr/do/jpsite/Site/detail.action;jsessionid=1bMzjYe+JOWP-F0RCl1rM5sH?contentId=NMS1306407

Dal link cliccando sulle “modalità di partecipazione” si arriva al documento pubblicato.

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Cittadini che contano dell’Europa ricca, volevo dirvi una cosa…

Parco degli acquedottiCittadini che contano dell’Europa ricca, volevo dirvi una cosa:

Stamattina per andare a fare un’analisi mi trovavo a passare per via del Quadraro, con una tarda alba dietro al parco degli acquedotti, e vi ho pensato. Ho pensato a quanti di voi possono trovare sollievo dal traffico con panorami simili, e non mi siete venuti in mente in molti. Ho pensato poi di riflesso a due sere fa, quando tornando da un concerto a villa Ada mi trovavo a passare per il centro di Roma, a tagliare via Nazionale, via Cavour, a costeggiare il Colosseo, a scendere per Caracalla… Mi sono sentito triste per voi, che dovete spendere un sacco di soldi per vedere tutto questo.
Rientrando verso i Castelli Romani ho visto laghi (sì, vabbè, uno, ma per pigrizia…), monti, boschi. Ho pensato che per andare al mare ci metto mezz’ora ed ho pensato a voi, in modo particolare a quelli di voi che sono distanti mille chilometri dalla riva più vicina. Ho pensato a come crescono i vostri bambini e a come crescerà il mio, fortunato quanto me, che andrà al mare con un biglietto del COTRAL da due euro (sì, vabbé, scomodo e in ritardo, sporco e blablabla), che andrà al lago a piedi passando per un parco regionale, che con un abbonamento da sessanta euro girerà la città più bella del mondo per un mese intero, ma se ne avesse voglia potrebbe farlo tranquillamente in bicicletta senza spendere nulla. Ho pensato a voi, che se siete fortunati visiterete Roma tre o quattro volte nella vita, da turisti.
Ho pensato alla fine al primo verso di una famosa canzone di Renato Rascel, Arrivederci Roma: “T’invidio turista che arrivi, t’imbevi de fori e de scavi, poi tutto d’un colpo te trovi Fontana de Trevi che è tutta pe’ te…”
Ho pensato che a noi è riservato il privilegio di vivere una vita intera da turisti, vedendo qualcosa di nuovo e meraviglioso ogni volta che alziamo gli occhi, l’importante è ricordarlo a noi stessi tutte le mattine.
Ora voi, cittadini che contano dell’Europa ricca, direte: che c’entriamo noi con tutto questo?
Ecco. Niente, proprio niente, questo è quello che volevo dirvi, che voi con questo non c’entrate niente.

La vostra finanza non potrà mai comprare la nostra storia, figuriamoci quella greca.

Amen.


L’ultimo dei Nobraino. Speriamo.

L'ultimo dei Nobraino - copertinaA.D. 2015, Gennaio, giorno sedici, venerdì. Su istigazione a delinquere di ignoti mi reco al Planet, che ospita il concerto di quasichiusura del tour dei Nobraino. Sculo un accredito, arrivo con un po’ di anticipo e temporeggio tra sigarette, 0,3 di Peroni a 5 euro e temperature tropicali che assistono alla band di apertura. Cambio palco. Trovo alloggio sotto ad un bocchettone dell’aria condizionata ed attendo, tutto sommato neanche troppo, l’arrivo della band. Sono qui perché ascoltati da studio non mi dispiacciono, perché trovo che scrivano bei testi, perché da più parti ho sentito dire che il loro vero mestiere è il live, lo spettacolo, quindi sono qui armato delle migliori intenzioni. Salgono sul palco e la prima cosa che si nota palesemente è il batterista con casco da vichingo che si accende una sigaretta, deve essere un duro! In barba alle leggi, con sfacciataggine prima di sedersi allo sgabello tira due belle boccate. Ma forse non è un duro, deve essere un coatto e basta, perché la cosa autorizza implicitamente mezza sala a fumare rendendo dopo la temperatura anche l’aria ancor meno sopportabile. Iniziano sottotono con un riarrangiamento che peggiora l’estetica dei brani proposti, cantati da un Kruger acconciato da Indiana Jones a lutto che al terzo brano si sente di ringraziare Roma per una serata finalmente all’altezza della situazione, con circa 800/900 presenze (pare la loro ultima passeggiata nella capitale non sia andata poi così bene). Inizialmente non capisco il senso autocelebrativo del concetto, mi arriva poco dopo, a poche altre chiacchiere di presentazione di distanza. Un inizio di Caposseliana ispirazione nel quale senza dubbio mi colpisce in positivo il bel suono di Nestor Fabbri alla chitarra, caldo, corposo e nitido. Al di là di questa parentesi felice la band è scollata, probabilmente stanca e svogliata. Il trombettista chitarrato si sente in dovere spesso di andare a chiamare i crash al vichingo fumatore, dimostrando dal mio punto di vista poca amalgama (al quarto disco?), il tutto condendo il palco ed il mondo della saliva della sua tromba coatta non meno della sigaretta del batterista. Il live si sviluppa in un crescendo che è pure un peggiorando, con Kruger che scorda svariate volte i testi delle canzoni, che si appiccica col pubblico in deliri di onnipotenza, che prende la piega del moralizzatore e poi ci ripensa perché noi non eravamo all’altezza della sua morale. A un certo punto cede la parola mentre parlava di niente al più ubriaco della platea solo per incriminarlo poi ed additarci tutti di non essere all’altezza del messaggio (quale?). Poco prima era appeso ad una corda a fare Tarzan, poco dopo faceva il barbiere selettivo, alla ricerca di un cliente che non fosse preso da manie di protagonismo, in tutta evidenza aveva deciso che erano più che sufficienti le sue. A un certo punto, dopo la terza volta che minacciava di chiudere lì il concerto perché s’era stufato m’ero talmente stufato io che mi sono fatto largo tra qualche centinaio di canne d’erba (perché si drogan tutti, si sa) e me ne sono andato, sicuro che “L’ultimo dei Nobraino” per me lo è stato.

P.S. Non vi ho raccontato la scena del telo circense e del lancio di giacchetti, né lo strumentale da “sponsalizio” (Caposseliano anche lui) improvvisato per dar tempo al Kruger di bersi una birra in tranquillità, non vi ho parlato neanche dei discorsi sulla guerra, il complottismo, ma soprattutto non vi ho parlato dell’improvvisazione drammatica di “Romagna mia” dove è sembrato di vedere cinque musicisti al primo appuntamento in sala prove. Se pensate ce ne sia bisogno posso approfondire a richiesta. Mi tengo a disposizione.


#FATTIFORTEFANFULLA: Quando la forza non è sopravvivere, ma rinascere!

Appello del Forte FanfullaIl Fanfulla sta chiudendo, un luogo che in soli sette anni si è ricavato uno spazio da protagonista nella diffusione della cultura nella capitale. Non lo dico io, non lo dice Saro Poppy Lanucara (responsabile del Fanfulla e dirigente dell’Arci Roma) che potrebbe avere interesse a difendere il suo avamposto di libertà tra benefit ipotetici e chiacchiere da bar. Lo dicono i numeri! 20.000 associati, migliaia di concerti, presentazioni, esposizioni… Pare tutto ciò sia destinato a finire, ma a finire alla grande, e probabilmente a risorgere in qualche altro modo. E’ per capire ciò che nasce l’evento #FATTIFORTEFANFULLA Continua a leggere


“Semo venuti già menati!!!”

“Semo venuti già menati!!!” – La genialità degli studenti in corteo a Roma.

 

 

 

 


Le idee chiare, doppio malto!

Roberto “Bob” Angelini all’opera

Uscire di casa è sempre un viaggio ormai. Lo è nei tempi, che non stai mai fuori se non hai visto senza intervallarci il sonno il sole di due giorni diversi. Lo è negli avvenimenti, che qualcosa da raccontare e qualche foto da mostrare agli amici (non sempre con orgoglio, ma questo ora non ci interessa) ce l’hai sempre. Lo è negli intenti perché la partenza prevede sempre la stessa propensione all’apprendimento della fila all’ingresso del Louvre. Ed è così che partimmo, qualcuno pure con la valigia, che le borse delle donne lo sono sempre più dello zainetto col quale il più bravo degli uomini può farci una settimana a Londra, con meta San Lorenzo, Roma. Il locale doveva chiamarsi La Riunione Di Condominio, qualcuno di noi avrebbe pur dovuto sapere dov’era, doveva suonarci gaLoni aperto dal  Bifolco Capo e nonostante le partenze scaglionate dovevamo essere in tanti. Stranamente tutto risultò vero. Continua a leggere


*Il 1° Maggio dei Castelli*

 

Elaborazione grafica *Xstudios*

All’insegna della buona musica e dello stare insieme le associazioni culturali Veliterne facenti capo ai locali Passo Carrabile, ‘O Bucio e Civico 22 si stanno impegnando nell’organizzazione di una manifestazione, patrocinata dal comune di Velletri, e che si terrà al Palazzetto dello sport S. Bandinelli, nella quale si esibiranno le migliori realtà musicali della provincia in un’intera giornata (dalle 12 alle 24) dedicata alla musica ed alle tradizioni, con stand gastronomici che terranno alta la tradizione della “Carciofolata” ed a prezzi popolari consentiranno la fruizione dell’evento a quanti volessero intervenire anche durante gli orari del pranzo e della cena. L’evento comunque sarà di per se gratuito, e la zona palco (esterna al palazzetto stesso) è provvista di un ampio parcheggio, la location ideale per trascorrere un primo Maggio all’aperto in libertà, con gli amici o con la famiglia. Una vera festa dei lavoratori per i lavoratori.

Apriranno la kermesse musicale i *Bourbon on the rocks* già durante il pranzo (a cura del ristorante Il Covo) che proporranno cover internazionali.

Le Band che interverranno durante la rassegna musicale sono (non in ordine di esibizione):

Kutso – gaLoni – The Anthony’s Vinyls – 3chevedonoilrE – Il Dono – Simone Presciutti – Eva Mon Amour – La MaLaStraDa – Stefano Pavan – Sprained Cookies – Luca Carocci – Cristiano Mattei – Moseek

Tutte band e singoli che si stanno affermando nel panorama nazionale e non solo, con lavori discografici all’attivo e grande esperienza di palco.

Io sono stato pregiato della direzione artistica dell’evento, e ne ringrazio le associazioni e l’amico John Pastore, anello di congiunzione tra le entità organizzatrici. E tutti insieme faremo in modo che Velletri, la nostra città che  come dimostrato altrove “Resiste”, sia la vera alternativa al primo Maggio romano.


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