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Lettera aperta (ennesima) alla SIAE!

V per SIAESpett.li della SIAE,

è da mesi che attendo Vostre delucidazioni in merito ad alcuni comportamenti da adottare nei Vostri confronti. Trovando inevase le mie richieste di venire a conoscenza degli adempimenti di legge (e non interni al vostro regolamento verso il quale io da non associato non ho nessun obbligo) riservati ad autori non iscritti che eseguano solo repertorio non tutelato da Voi, e mi sento ormai di poter affermare, ovviamente dopo consultazioni con diversi legali, che questi non esistano, in primis  la puntuale richiesta di redazione del programma musicale, vincolo non poco vessatorio per diversi punti spiegati altrove nelle mie lettere da Voi altrettanto puntualmente inevase. Vorrei quindi sapere in caso io reputi mi sia stato cagionato un danno a chi devo chiederne il risarcimento, al mandatario di zona? Alla sede nazionale? Dove si possono individuare le responsabilità di chi colposamente o dolosamente ha ritenuto opportuno arrogare dei diritti sulla base di articoli abrogati ancora citati sul Vostro sito web, nonostante una Vostra lettera con numero di protocollo 2/1346/PS e diffusa in risposta ad alcuni forum da un Vostro dirigente, Loredana Sabbi, già diversi anni fa liberasse la casistica descritta da tali obblighi? Mi auguro almeno in questo caso di avere risposte, ed in tempi ragionevoli, in quanto per ignoranza a questo punto, che Vi ricordo la legge non ammette, continuano indebite richieste ai danni di musicisti e soprattutto gestori di locali ed organizzatori di eventi che cercano di curare le loro programmazioni proprio per non aver a che fare con i metodi approssimativi e poco chiari di gran parte dei Vostri mandatari rifondando precise regole stabilite dalla legge 633/1941 sul carattere di trattativa della Kasbah.

Cordiali saluti,                                                                                                                                                           Andrea Caovini.

 

L’intera vicenda seguendo questo link: https://andreacaovini.wordpress.com/category/siae-mon-amour/


Perché NON iscriversi alla SIAE!

V per SIAEPer una infondata smania di credibilità ai miei tempi, poco più che adolescenti, ci si iscriveva alla SIAE; ci si sentiva musicisti professionisti già solo per aver passato l’esame (perché una volta c’era un esame) e non nego che anch’io sono stato vicino al grande passo, bloccato solo da una scarsa capacità economica, perché una volta iscriversi come autore alla SIAE aveva un costo importante, sarà che le cifre in lire facevano più impressione…

Oggi ringrazio la mia innata povertà, vi spiego perché. La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) è un ente che si occupa della tutela del diritto d’autore, è l’unico ente attualmente delegato per legge alla riscossione ed alla ridistribuzione dei proventi per diritto d’autore, quindi semplificando la questione, se io stasera suono in un locale 3 canzoni di Ligabue 3 di Vasco e 4 di Battisti la SIAE si fa dare dal locale in cui suono 10 soldi e gli da un foglio (programma musicale) dove io scrivo le canzoni che ho suonato, quando il foglio le viene riconsegnato lei provvede a dare 3 soldi a Ligabue, 3 a Vasco e 4 agli eredi di Battisti, Continua a leggere


Quando NON pagare la SIAE!!! – Prima parte…

V per SIAELa lettera pubblicata in basso è un documento ufficiale SIAE spedito nel 2006 alle sedi periferiche dove la Direzione Generale informa sulla NON obbligatorietà della compilazione del programma musicale in alcune ipotesi. Quindi rende illegittime le richieste di permesso alle quali diversi uffici OBBLIGANO in questi casi, non avvertendo il “cliente” che è sufficiente una semplice GRATUITA autodichiarazione. (Vi ricordo che il permesso viene in taluni casi rimborsato in assenza di aventi diritto sui diritti d’autore, ma MAI per la totalità della cifra versata, insomma alcuni uffici SIAE chiedono una specie di mazzetta anche per esibizioni per le quali NON è dovuto il diritto d’autore, quindi NON di propria competenza) resta da capire perché sul LORO SITO UFFICIALE resti citato ERRONEAMENTE quel benedetto articolo 51, abrogato dal 1996, che sembra, ripeto SEMBRA obbligare tutti alla compilazione del programma musicale… Continua a leggere


SIAE – La cara vecchia storia della legge e dell’inganno.

V per SIAEDal sito SIAE:

“Chi dirige l’esecuzione di opere musicali di qualsiasi genere deve compilare, prima dell’esecuzione o immediatamente dopo, il programma di tutte le opere effettivamente eseguite e consegnarlo all’Ufficio incaricato della riscossione del diritto (art. 51 del Regolamento di esecuzione della Legge sul diritto d’autore), come ribadito nei “Permessi di esecuzione” rilasciati dalla SIAE.”

Con questa frase hanno risposto alla mia e-mail nella quale chiedevo in quale articolo della legge sul diritto d’autore fosse espresso l’obbligo anche ai non iscritti alla compilazione del programma musicale (borderò) in caso di esecuzione di brani non tutelati. Pare molto chiara questa norma, e pare obbligare chiunque alla compilazione, ma per mia fortuna mentre aprivo la posta elettronica ero in presenza del “mio” avvocato (smile con l’occhietto). Continua a leggere


SIAE. Un articolo al giorno toglie l’accertatore di torno!

Dalla legge 633 del 1941 sul diritto d’autore:

Titolo V

Enti di diritto pubblico per la protezione e l’esercizio dei diritti di autore

Art. 180.

L’attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE).

Tale attività è esercitata per effettuare:

1) la concessione, per conto e nell’interesse degli aventi diritto, di licenze e autorizzazioni per la utilizzazione economica di opere tutelate;

2) la percezione dei proventi derivanti da dette licenze ed autorizzazioni;

3) la ripartizione dei proventi medesimi tra gli aventi diritto.

L’attività dell’ente si eserciterà altresì secondo le norme stabilite dal regolamento in quei paesi stranieri nei quali esso ha una rappresentanza organizzata.

La suddetta esclusività di poteri non pregiudica la facoltà spettante all’autore, ai suoi successori o agli aventi causa, di esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti da questa legge.

Nella ripartizione dei proventi prevista al n. 3 del secondo comma una quota parte deve essere in ogni caso riservata all’autore. I limiti e le modalità della ripartizione sono determinate dal regolamento.

Quando, però, i diritti di utilizzazione economica dell’opera possono dar luogo a percezioni di proventi in paesi stranieri in favore di cittadini italiani domiciliati o residenti nel regno, nell’Africa italiana e nei possedimenti italiani, ed i titolari di tali diritti non provvedono, per qualsiasi motivo, alla percezione dei proventi, trascorso un anno dalla loro esigibilità è conferito alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) il potere di esercitare i diritti medesimi per conto e nell’interesse dell’autore e dei suoi successori o aventi causa.

I proventi di cui al precedente comma riscossi alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE), detratte le spese di riscossione, saranno tenuti a disposizione degli aventi diritto, per un periodo di tre anni; trascorso questo termine senza che siano stati reclamati dagli aventi diritto, saranno versati alla Confederazione nazionale professionisti ed artisti (196), per scopi di assistenza alle categorie degli autori, scrittori e musicisti.

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Ora, io non sono un avvocato, ho studiato in un Istituto Tecnico e posso vantare un’esperienza minima di diritto, ma mi pare che la questione sia molto più inerente all’Italiano ed alla logica:

“Nella ripartizione dei proventi prevista al n. 3 del secondo comma una quota parte deve essere in ogni caso riservata all’autore”, e le ripartizioni a campione? Sbaglio (correggetemi) o prevede che all’autore possa non arrivare nulla?

“I proventi di cui al precedente comma riscossi alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE), detratte le spese di riscossione, saranno tenuti a disposizione degli aventi diritto, per un periodo di tre anni…”, l’ammontare di queste spese di riscossione corrisponde a…? Se ci sono autori iscritti SIAE che stanno leggendo potrebbero comunicarmi a quanto ammonta rispetto al pagamento totale del permesso SIAE la loro retribuzione? Ad esempio, su un programma musicale per il quale l’organizzatore esborsa 97 euro più IVA in una serata in cui un autore esegue tutti brani del suo repertorio originale e tutelato che cifra arriva nelle tasche dell’autore? Ovviamente se avete la possibilità di capirlo dai resoconti, o approssimativamente, sapendo quanti programmi musicali avete riempito nei sei mesi e quanti soldi vi sono arrivati…

Insomma, a chi conviene essere iscritto alla SIAE? Vi prego, AIUTATEMI A CAPIRCI QUALCOSA!!!

[CONTINUA, eccome se continua!]

V per SIAE


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