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Il vestito buono per il funerale.

donna sul lettoLe foderine alla macchina per non rovinare i sedili, il corredo nell’armadio e le lenzuola dei cinesi sul letto, il cristallo in vetrina ed i bicchieri della nutella a tavola…
La bellezza ci ossessiona, non la mostriamo per non sciuparla, la perdiamo senza averne mai goduto.

Il vestito buono per il funerale.

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Gli agguati dell’abitudine.

“L’abitudine ci aspettava in ogni angolo, era diventato uno sfuggirle continuo, cercava di braccarci in ogni metro quadro di casa, tra la routine della pasta (probabilmente al tonno) e la TV. Avevamo appena fatto in tempo a sfuggirle dall’aperitivo al solito bar e alle serate con gli amici che ce la trovavamo addosso nel nostro locale preferito, per le scale di tutti i centri commerciali del mondo, nelle scelte agli scaffali, al solito posto per parcheggiare macchine ogni giorno diverse, nell’attesa agli appuntamenti o alle biglietterie dei cinema, addirittura al lavoro non ci lasciava in pace. Continua a leggere


Piccolo trattato sulla Curiosità

Trentacinque anni contro una vita che corre diventano tanti, con la scienza che moltiplica le scoperte, la tecnologia e via discorrendo c’è da sentirsi vecchi a ricordare in fondo così bene le macchine a carburatore, i gettoni telefonici, il postalmarket e le biciclette senza marce. Le enciclopedie poi, tipo “conoscere” con qualsiasi genere di postilla, la natura, il corpo umano, gli insetti, i dinosauri. Parallelepipedi rasentanti i 10 kilogrammi per raccontarci il sistema riproduttivo della mosca. Oggi c’è INTERNET, in un telefono da ottanta grammi ti ci puoi ritrovare tutto lo scibile del mondo conosciuto più una quantità infinita di supposizioni anche sullo sconosciuto. Diventa di una facilità disarmante essere curiosi. La curiosità che è alla base di qualsiasi scoperta, di qualsiasi crescita, di qualsiasi emozione. Leggi una frase su un manifesto, magari ne ricordi solo i contorni e in 0.3 secondi hai una milionata di risultati google che ti dicono chi l’ha scritta e cos’altro ha fatto nella vita.

Dovrebbe venir meno da qui a breve l’utilità della frase “non lo sapevo” usata come giustificazione, dovrebbe essere vietata ed abolita l’ignoranza, fermo restando che sia garantito il sapere. Una copertura Wi-Fi mondiale gratuita ed il gioco è fatto. Alle domande da giorno dopo sul perché non sei venuto, andato, perché non hai fatto, perché non eri, si dovrebbe rispondere allora con sincerità (che poi non c’è nulla di male) invece di nascondersi nel non lo sapevo.

La curiosità dovrebbe poi muoverci, farci spostare, mi spiego: trovo un link su facebook, da una bacheca dove ero andato a farmi i cazzi altrui, lo apro, è una canzone, mi piace e non conosco l’artista, ne cerco altre da youtube, di canzoni, apro una nuova scheda, ci metto il nome dell’artista e chiedo di concerti, chissà, magari scopro che suona gratis a 12 chilometri da casa mia la settimana dopo… Per dire.

La curiosità dovrebbe poi, una volta assolta la sua funzione, spingerci lontani da quello schermo che ci è stato tanto utile, altrimenti quell’utilità la perde, mi spiego: seguo da Twitter la Fandango, esce un film che mi intriga, dal link ne leggo la trama, lo cerco in una sala vicino casa mia, scopro che a pochi chilometri il cinema che lo da il mercoledì fa metà prezzo, mando un messaggio in chat a quella dove ero andato a sbirciare prima da facebook e c’avevo trovato il link figo e la invito, dicendo che i suoi gusti musicali mi piacciono e chiedendo conforto sui miei cinematografici, poi le dico pure che quell’artista che lei ha postato suonerà una settimana dopo, gratis, nel mio locale preferito… Per dire.

Può anche andare male, può darsi che c’andrò da solo al cinema, può darsi che quel link da facebook sia una merda, può darsi che la Fandango abbia toppato il film, può darsi un sacco di cose, ma almeno LO SO. E non farò parte di quelli che stanno a lamentarsi in giro per cose che non hanno mai fatto perché pur volendo non hanno saputo, o peggio di quelli che dicono che non succede mai niente come la buonanima della Mondaini alla fine di Casa Vianello.

LA CURIOSITA’ PORTA AL SAPERE, e ci fa sentire meno vecchi, più al passo coi tempi, penso a Margherita Hack o Rita Levi Montalcini, all’ultima amata Fernanda Pivano (perché mi vengono in mente solo donne?) che non sono mai invecchiate, se non nel corpo.

LA CURIOSITA’ RENDE LIBERI, soprattutto di scegliere, un privilegio non da poco ai nostri giorni dove per noi sceglie la televisione, la moda, la finanza eccetera.

LA CURIOSITA’ SVELA LA BELLEZZA, in noi e negli altri, ed è estremamente utile nel creare rapporti umani, nel circondarsi di ciò che ci si addice, nel non perdere tempo, e chi ne ha, di tempo da perdere?

La curiosità va coltivata, va stimolata. In giro ce n’è di cose da sapere, da fare, da vedere, di persone da conoscere, a non più di un quarto d’ora da ogni casa. E ad ogni modo ritengo sia meglio cercare senza trovare mai che arrendersi al primo bivio. Chi si ferma magari non sarà perduto, ma merita tutta la mia compassione. Oggi più di ieri, meno di domani. Amen.


Vivo di sogni piccoli.

Una bambina raccoglie fiori in un parco di Londra, in Inghilterra (Foto Andrew Winning/Reuters)

La grandezza delle soddisfazioni che si provano non ha nessuna relazione con la grandezza dei sogni che si realizzano. Ma la vita ci abitua al contrario. Da bambini era tutta un’altra storia, che puntualmente la nostra massima felicità era un lecca-lecca più che le scarpe nuove, era il futile più che il necessario, il desiderio più che il bisogno, ma perché il vero bisogno abitava solo nel desiderio. Il problema sta nel diventare adulti, sta nel perdere il gusto ad avere bisogni grandi per cose da nulla. Continua a leggere


Continuo a diffidare della perfezione.

‎”Era bella, incredibilmente bella. Ed intelligente, dolce, sensibile. Tutto in lei era armonia e perfezione. La quarta volta che uscimmo, non vedendo venir fuori nulla di sbagliato da lei, fui costretto a chiederle quale fosse la fregatura, da che parte avesse nascosto qualche difetto. Non seppe rispondermi. Mi girai e me ne andai. Non mi sono mai fidato io, della perfezione.”
– da Prenestinity II

Immagine di Irene Fittipaldi, *Nene*:

http://www.flickr.com/photos/africasoloafrica/ Continua a leggere


L’abbiamo scampata bella a starci accanto…

...e ti giravo intorno per vedere se nella confusione delle direzioni in un solo modo saresti stata migliore...

A volte venivo a guardarti dallo specchio, da dietro le tue spalle, mentre eri in bagno a truccarti o a prepararti davanti l’armadio, per vedere se un neo dal lato opposto avesse potuto cambiare il tuo apparire ai miei occhi, a volte invece dominavo la meraviglia del tuo attendermi dal divano, e ti giravo intorno per vedere se nella confusione delle direzioni in un solo modo saresti stata migliore, perché chi lo dice che siamo fatti per guardarci sempre dallo stesso verso. (Tu stessa, non amavi guardarmi da distesa?) Niente, non c’era angolazione che turbasse un solo attimo la mia percezione di te. Eri una sfera perfetta, e più giravo e più la tua forma mi stupiva, e più ti allontanavi, più quella splendida proporzione di distanze infinitamente uguali da un centro si accentuava rivelando la sua armonia. Continua a leggere


Il tempo le promesse le mantiene…

“Se penso a tutto quello che dovevamo essere non posso che regalarmi il più amaro dei sorrisi. Se penso a dove le costruzioni della mente ingannate dalle aritmie cardiache arrivano a sotterrarsi pur di non vedere la realtà non posso che sospirare come per uno scampato pericolo. I cuori sanno adeguarsi solo a giuramenti di marinaio, parlano nascondendo in un abbraccio la valigia alle spalle dell’altro. Le amano le bugie, i cuori. Non fanno che usare parole dal significato perentorio come sempre e mai, infinito ed inimmaginabile, quando la ragione suggerisce in stile grillo parlante di ammorbidire verso quantità più semplicemente realizzabili. Continua a leggere


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