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L’uomo che mi insegnò la paura.

Giovanni Falcone – Palermo, 18 maggio 1939 – Palermo, 23 maggio 1992

Venti anni fa avevo paura, avevo quattordici anni e mezzo, frequentavo il primo superiore, avevo quella lunghezza indecifrabile di capelli, troppo lunghi per dire che fossero corti e troppo corti per pensare di legarli, facevo amicizia con Jim Morrison, m’intrattenevo con John Lennon, non so se per moda o per un viscerale senso di anacronismo, cominciavo a scoprire diverse cose che avrebbero poi dato un indirizzo alla mia vita futura (del resto era nel Febbraio di quello stesso anno che avevo cominciato a suonare la tastiera), iniziavo a leggere libri senza bisogno di tortura o minacce, imparavo ad amare in endecasillabi la bellezza dei corpi femminili che avevo scoperto davvero da poco. Ed avevo paura. Di mio padre e di chiedergli i primi permessi per uscire, dei professori delle superiori, dei ragazzi del quinto sempre pronti a prenderti per il culo circondati dalle fighette della scuola, mai senza una sigaretta in bocca. Di farmi beccare in motorino in giro, di guardare la ragazzetta di un altro, di bere birra, di farmi un tiro di canna, di tenere gli occhi alti passando davanti alla sala giochi, avevo paura. Continua a leggere

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Impressioni a tiepido sul *Primo Maggio dei Castelli*

Potrei cominciare dalle lodi all’organizzazione tutta di un evento che è stato a detta di molti uno dei più belli ai quali si è assistito a Velletri negli ultimi anni (qualcuno ha detto 30…). Potrei invece cominciare con i circa trenta messaggi personali inviatimi da amici, conoscenti e non su facebook. Potrei altresì cominciare dalle parole che a bordo mixer mi diceva un uomo sui sessanta, mentre cercava di rintracciare e far intervenire i figli spiegandogli cosa si stavano perdendo. Potrei cominciare pure dalla cortesia, voglia, amore che i musicisti hanno riversato sull’evento quando ancora incerti sugli esiti del tempo ci abbracciavamo e davamo pacche sulle spalle ogni volta che ci passavamo accanto. Potrei cominciare, chessò, dalla poesia di due ragazzini con le chitarre più grandi di loro alla prima esibizione. Continua a leggere


*Il 1° Maggio dei Castelli*

 

Elaborazione grafica *Xstudios*

All’insegna della buona musica e dello stare insieme le associazioni culturali Veliterne facenti capo ai locali Passo Carrabile, ‘O Bucio e Civico 22 si stanno impegnando nell’organizzazione di una manifestazione, patrocinata dal comune di Velletri, e che si terrà al Palazzetto dello sport S. Bandinelli, nella quale si esibiranno le migliori realtà musicali della provincia in un’intera giornata (dalle 12 alle 24) dedicata alla musica ed alle tradizioni, con stand gastronomici che terranno alta la tradizione della “Carciofolata” ed a prezzi popolari consentiranno la fruizione dell’evento a quanti volessero intervenire anche durante gli orari del pranzo e della cena. L’evento comunque sarà di per se gratuito, e la zona palco (esterna al palazzetto stesso) è provvista di un ampio parcheggio, la location ideale per trascorrere un primo Maggio all’aperto in libertà, con gli amici o con la famiglia. Una vera festa dei lavoratori per i lavoratori.

Apriranno la kermesse musicale i *Bourbon on the rocks* già durante il pranzo (a cura del ristorante Il Covo) che proporranno cover internazionali.

Le Band che interverranno durante la rassegna musicale sono (non in ordine di esibizione):

Kutso – gaLoni – The Anthony’s Vinyls – 3chevedonoilrE – Il Dono – Simone Presciutti – Eva Mon Amour – La MaLaStraDa – Stefano Pavan – Sprained Cookies – Luca Carocci – Cristiano Mattei – Moseek

Tutte band e singoli che si stanno affermando nel panorama nazionale e non solo, con lavori discografici all’attivo e grande esperienza di palco.

Io sono stato pregiato della direzione artistica dell’evento, e ne ringrazio le associazioni e l’amico John Pastore, anello di congiunzione tra le entità organizzatrici. E tutti insieme faremo in modo che Velletri, la nostra città che  come dimostrato altrove “Resiste”, sia la vera alternativa al primo Maggio romano.


*emmecinquephoto* per La MaLaStraDa @ Passo Carrabile

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Reportage dell’amico Marco Cocozzoli *emmecinquephoto* per la nostra serata al Passo Carrabile del 15 Marzo 2012.


La MaLaStraDa ringrazia!!!

La MaLaStraDa feat. gaLoni

Questo post è solo per tenere bene nella mente quell’abbraccio di ieri, quell’abbraccio che in più di cento avete voluto dare a La MaLaStraDa, e quel calcio invece alla sfortuna che dal 23 Dicembre tra ordinanze e nevi a bassa quota ci ha vietato un esordio diverso. Segno che non c’era da pentirsene, segno che a non preoccuparci abbiamo fatto bene. Ci siamo sentiti amati e coccolati, lusingati poi come il migliore degli amanti non avrebbe saputo fare. Dare un’ordine d’importanza ai fattori che hanno causato lo spettacolo di ieri è impossibile, dare un nome ad ogni bella parola che avete speso ancor meno. Perciò è così, per chi lo vuole, questo ringraziamento, per chi sa di meritarlo. Continua a leggere


Gioco al loro gioco.

Belen Rodriguez

Le mutande di Belen dovrebbero prendere il posto dei discorsi di Celentano. Per esserci ci sono, ma molto concise, dirette ed essenziali. Si parla della possibilità che non ci siano, si parla però anche di nuovissime mutandine C-string che servirebbero a far dire a tutti che non le hai. Magari questa trovata è stato un bell’incasso per la ditta che le produce che avrà elargito felicità nelle tasche dell’organizzazione o proprio di Belen, anche se di tasche non gliene ho mai viste troppe addosso, vabbè, un posto si trova. Le mutande di Belen dovrebbero prendere il posto dei discorsi di Celentano. Nella polemica con la chiesa e la dubbia moralità dovrebbero spadroneggiare, nelle  sfuriate di tutta la casta clericale sull’utilità dell’Avvenire e Famiglia Cristiana. Le mutande di Belen dovrebbero prendere il posto dei discorsi di Celentano. Nell’immaginario di un festival non troppo da ricordare per la canzone Italiana, Continua a leggere


Gli anni che passano a trovarmi…

Al 2012 gli volevo far trovare la strada spianata, il pavimento rifatto ed il tappeto rosso, ma non ce l’ho fatta fin ora e con questo tempo rimasto c’è poco da sperare ancora. Si accontenterà della strada che trova, come hanno fatto tutti gli anni che sono passati a trovarmi. In compenso però a questo 2012 qualche vantaggio gliel’ho rimediato, gli ho fatto trovare un bel paio di scarpe adatte a tutti i fondi, cosicché rocce, fango o asfalto che trovi, non abbia nulla da temere, e possa andare avanti. Lui dovrebbe ringraziarmene, ma tanto che ne sa, e in ogni caso il suo problema sarà trovarmi, poi starmi dietro, perché io di fermarmi non ne ho alcuna intenzione.

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