L’uso e l’abuso del “nessuno ha capito Charlie Hebdo”.

CH“Nessuno ha capito il significato” è una frase della quale state sinceramente abusando, in primis perché l’avrete scritta in centomila, e almeno tutti voi l’avrete capito, no? e voi mica siete nessuno, giusto? In più perché ad esempio molti l’hanno capito perfettamente anche senza le vostre centomila spiegazioni tutte uguali senza tuttavia ritenerla una vignetta decente, o come me ritenendola una vignetta di merdache sommata a quella della sera che voleva “riparare” alla questione fanno due vignette di merda (nulla rispetto al cumulo incredibile di vignette di merda che Charlie Hebdo riesce a produrre, intendiamoci). Ora chi vuol proseguire a leggere troverà esposto il mio punto di vista, che non è necessario commentare, tanto non cambia, io i vostri li ho letti tutti e non ne ho commentato nessuno.

CH non fa satira, l’etimologia della parola spiega che la satira è ben altro, CH fa provocazione rumorosa, offensiva, irrispettosa. Appellandosi alla libertà di stampa fa passare per “spunto di riflessione” un prete col crocefisso al culo, fuochi di sangue su Nizza, Maometto frocio e una lasagna di terremotati.

Sono crollate case costruite da oltre cento anni con questo sisma, non sono crollati i nuovi quartieri di Roma costruiti dalle mafie, non le case abusive sulle pendici del Vesuvio, non gli ecomostri di Salerno. Sì, è tutto vero, l’Italia in molta parte è “costruita” così, ma fatalità e purtroppo NON la parte che oggi soffre dei crolli, quindi bella battuta e bello tutto, ma partendo da presupposti del tutto errati. Scandaloso il caso della casa dello studente di L’Aquila, chi dice il contrario, un po’ meno quello della scuola ristrutturata di Amatrice, dalle cui carte risulta che l’adeguamento antisismico riguardava SOLO una parte del fabbricato, parte che (a detta dell’appaltatore dei lavori) è tra l’altro rimasta in piedi, poi ci penseranno i giudici a cercare la verità, mica quattro disegnatori francesi superstiti di una strage, e si sa che i migliori sono sempre quelli che se ne vanno… Ora se i Francesi (ma non mi piace generalizzare, potete leggere anche “i coglioni di CH”) pensano che la messa in sicurezza sia bloccata dalle mafie magari si sbagliano, perché tutto sommato le mafie hanno interesse a costruire, se fossero crollati edifici sottoposti all’adeguamento avrebbero avuto ragione, ma saranno sicuramente una percentuale minima rispetto al totale delle abitazioni crollate. Il resto è “colpa” degli stessi che ci hanno rimesso la vita magari, in grossa parte, perché se io devo rifare il tetto a casa mia e mi chiedono per rifarlo in legno 100.000 euro e per rifarlo in cemento 10.000 io purtroppo lo rifaccio in cemento, senza la pistola puntata delle mafie, e se la mia è una casa costruita in economia dal mio bisnonno con la sabbia sbagliata probabilmente con tremila scosse di terremoto crollerà con me e i miei figli dentro, e mi dispiacerebbe pensare che qualche coglione d’oltralpe venisse a dare lezioni di moralità ai superstiti con la banale “satira” del mafia-spaghetti-mandolino-baffoni.

Il popolo Francese è un popolo che ho sempre stimato, capace di tagliare la testa al Re se non gli stava bene la gestione della cosa pubblica, ma oggi è un’altra storia, oggi hanno come tutti una classe politica che guarda solo gli affari suoi, che mette in salvo il suo culo mentre lascia che il suo popolo venga ammazzato come mosche, ai concerti, allo stadio, alle feste di paese. Tra il Bataclan ed il 14 luglio hanno collezionato tante vittime quante ne ha causate il nostro terremoto, qualche vignetta su un presidente che fugge scortato o l’intelligence, la polizia e la sicurezza che gioca a briscola e tressette mentre la gente entra ai concerti con gli AK47 o alle manifestazioni con i TIR ci poteva stare bene, e se vai a vedere chi lo ha fatto escono fuori sempre loro, quei quattro coglioni di CH.

Franzoso, non ci servono le tue illazioni e chiacchiere da bar, da vecchio che guarda i lavori dalla transenna, ci serve il tuo aiuto, ma ci accontentiamo pure semplicemente del tuo rispetto.

Bella.

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