Cittadini che contano dell’Europa ricca, volevo dirvi una cosa…

Parco degli acquedottiCittadini che contano dell’Europa ricca, volevo dirvi una cosa:

Stamattina per andare a fare un’analisi mi trovavo a passare per via del Quadraro, con una tarda alba dietro al parco degli acquedotti, e vi ho pensato. Ho pensato a quanti di voi possono trovare sollievo dal traffico con panorami simili, e non mi siete venuti in mente in molti. Ho pensato poi di riflesso a due sere fa, quando tornando da un concerto a villa Ada mi trovavo a passare per il centro di Roma, a tagliare via Nazionale, via Cavour, a costeggiare il Colosseo, a scendere per Caracalla… Mi sono sentito triste per voi, che dovete spendere un sacco di soldi per vedere tutto questo.
Rientrando verso i Castelli Romani ho visto laghi (sì, vabbè, uno, ma per pigrizia…), monti, boschi. Ho pensato che per andare al mare ci metto mezz’ora ed ho pensato a voi, in modo particolare a quelli di voi che sono distanti mille chilometri dalla riva più vicina. Ho pensato a come crescono i vostri bambini e a come crescerà il mio, fortunato quanto me, che andrà al mare con un biglietto del COTRAL da due euro (sì, vabbé, scomodo e in ritardo, sporco e blablabla), che andrà al lago a piedi passando per un parco regionale, che con un abbonamento da sessanta euro girerà la città più bella del mondo per un mese intero, ma se ne avesse voglia potrebbe farlo tranquillamente in bicicletta senza spendere nulla. Ho pensato a voi, che se siete fortunati visiterete Roma tre o quattro volte nella vita, da turisti.
Ho pensato alla fine al primo verso di una famosa canzone di Renato Rascel, Arrivederci Roma: “T’invidio turista che arrivi, t’imbevi de fori e de scavi, poi tutto d’un colpo te trovi Fontana de Trevi che è tutta pe’ te…”
Ho pensato che a noi è riservato il privilegio di vivere una vita intera da turisti, vedendo qualcosa di nuovo e meraviglioso ogni volta che alziamo gli occhi, l’importante è ricordarlo a noi stessi tutte le mattine.
Ora voi, cittadini che contano dell’Europa ricca, direte: che c’entriamo noi con tutto questo?
Ecco. Niente, proprio niente, questo è quello che volevo dirvi, che voi con questo non c’entrate niente.

La vostra finanza non potrà mai comprare la nostra storia, figuriamoci quella greca.

Amen.

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