L’alternativa alla SIAE.

V per SIAELa SIAE (società italiana autori ed editori) è ritenuta l’unico ente in grado di tutelare le opere musicali dal plagio, per la storia del monopolio garantitogli dalla legge 633/1941 che gli consegna dei poteri in forma esclusiva.

La realtà è che la SIAE ha esclusiva solo per quanto riguarda la riscossione e la redistribuzione del diritto d’autore (speriamo ancora per poco) non come garante in caso di plagio. La SIAE: NON CREA il diritto d’autore, quello nasce con la creazione dell’opera; NON certifica la paternità dell’opera, bensì attribuisce all’opera una firma temporale, attesta quindi che in tale data a tale ora una persona definendosi autore ha depositato un’opera; NON verifica se l’opera era preesistente, in caso di diatribe o plagio quello dovrà farlo un giudice; NON distribuisce i proventi in modo razionale e scentifico tra gli aventi diritto, ma con formule di redistribuzione in base alla potenza economica del soggetto iscritto, quindi chi movimenta diritti per milioni di euro assorbirà gran parte delle poche decine di euro dei piccoli autori. La SIAE ha dei costi di gestione degli uffici e delle pratiche che vengono in parte decurtati dai compensi agli aventi diritto ed in parte dalle quote degli associati, ciò fa in modo che se non si ha una grossa mole di lavoro in fatto di live, quindi di programmi musicali compilati, o di passaggi televisivi/radiofonici su emittenti di un certo livello difficilmente si arriva a mettere le mani su qualche soldo ma ci si mette in genere la differenza. Inoltre la gestione di pratiche SIAE rappresenta una voce di costi molto importante nel bilancio dei live club e scoraggia quindi i gestori a intraprendere questa via, recando un serio danno alla diffusione della musica soprattutto degli autori minori. NON ISCRIVERSI ALLA SIAE PUO’ RAPPRESENTARE LA SOLUZIONE!!!

Oggi si può: richiedere ad enti diversi dalla SIAE, molti lo fanno in modo gratuito, la marcatura temporale valida come prova nel caso di controversie sulla paternità dell’opera; gestire gratuitamente tramite alcuni siti web le licenze di utilizzo dell’opera, quindi decidere se terzi utilizzatori possono usarla o meno, e sempre e necessariamente citando il nome dell’autore, a scopi commerciali o no, modificandola o riproponendola solo se identica all’originale e via dicendo.

NON CONTRAVVENENDO A NESSUNA NORMA DI LEGGE UN AUTORE PUO’: GESTIRE IN PROPRIO LA RISCOSSIONE DEI PROVENTI DERIVATI DAL SUO DIRITTO (stabilire sui cachet una quota ad esso destinata che raccoglierà in prima persona a fine serata senza alcun costo di riscossione); RICHIEDERE GRATUITAMENTE AD UN SITO CHE SI OCCUPA DI CIO’ (patamu.com è uno dei più noti e con il quale ho collaborato per queste ricerche) UNA MARCATURA TEMPORALE DELL’OPERA CHE CI TUTELI DA EVENTUALI PLAGI A POSTERIORI; AFFIDARE GRATUITAMENTE ALL’OPERA UNA LICENZA DI UTILIZZO SCEGLIENDO LE MODALITA’ PIU’ UTILI ALLA DIFFUSIONE E ALL’USO CHE INTENDIAMO FARNE (licenze Creative Commons, copyleft e nuove logiche di diffusione delle opere).

In questo modo si eludono i costi di registrazione come autore alla SIAE, così quelli di registrazione opere per autori non iscritti, come i costi di rinnovo annuale dell’iscrizione, si incassano altresì direttamente i proventi dalle serate gestite in modo autonomo senza che il locale che ospita la serata nulla debba ad alcun soggetto diverso dall’autore stesso.

Riepilogo tutto in un esempio pratico: Un autore organizza due serate al mese in diversi live club in cui esegue solo sue composizioni, quindi 24 serate l’anno…

– Se iscritto alla SIAE avrà già speso circa 200 euro per l’iscrizione iniziale e starà spendendo 160 euro annui circa per la quota associativa, percepirà annualmente i proventi derivanti da 24 programmi musicali, rappresentati da pochi euro, mentre i locali organizzatori pagheranno per le sue serate a seconda della capienza e dell’evento se classificato come “concerto” o come “concertino” una cifra che può variare da un MINIMO di 47 euro + IVA più il deposito cauzionale per la consegna del programma musicale per la forma “concertino”,  a cifre molto più alte (il concerto parte da 97 euro + IVA più cauzione). Ipotizzando una media di 70 euro per serata a permesso i locali esborseranno la non modica cifra di 1680 (milleseicentottanta) euro.

– Se NON iscritto alla SIAE l’autore non avrà speso nulla, tutelando in maniera gratuita le proprie opere ed avvalendosi della facoltà di gestire da solo la riscossione del suo diritto d’autore, ad esempio mettendo nel cachet una cifra di 20 euro a titolo di pagamento del SUO diritto, a fine anno avrà da questo incassato la bella cifra di 480 (quattrocentottanta) euro!

Trovate voi le differenze e decidete da voi cosa convenga fare della sua musica ad un autore minore.

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Fonti:

http://www.altalex.com/index.php?azione=Nuovo_documento&idnot=34610#titolo1 Legge sul diritto d’autore

http://patamu.com/index.php/it/ Patamu.com

http://www.creativecommons.it/ Sito Creative Commons Italiano

Vi invito inoltre a leggere questo articolo dal blog dell’avvocato Simone Aliprandi dove si fa luce sull’erroneo atteggiamento di indicare Creative Commons come alternativa alla SIAE, quando i compiti sono completamente diversi, come spero si evinca da mio articolo l’alternativa alla SIAE si può ottenere solo separando gli aspetti del diritto d’autore e curando distintamente la tutela, l’utilizzo e la remunerazione… http://aliprandi.blogspot.it/2013/12/alternativa-siae-cc.html

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