Fare musica nel 2014 – raccomandazioni di parte ad una generazione confusa.

Live @ Teatro di TerraIl 2013 è agli sgoccioli ed ha avuto al centro dei dibattiti tra chi si “occupa” di musica in Italia i soliti temi. L’augurio è che il futuro porti miglioramenti almeno dal punto di vista morale nella pseudo-corruzione (perché neanche in un difetto siamo capaci ad eccellere). Io dal mio essere nessuno mi sento in dovere di dire la mia, per affrontare con la coscienza pulita i prossimi mesi, per quel sadico piacere tutt’altro che risolutivo che risiede nel velavevodetto. Voglio affrontare in questo articolo il tema dal punto di vista dell’organizzatore/gestore di locale (localaro in gergo) dopo aver ampiamente discusso nelle pagine precedenti di questo blog della SIAE e di qualche altro male (ma nulla al confronto) della musica.

Prima importante questione da chiarire: cos’è un Live Club. Un Live Club è per definizione e caratteristiche un posto nel quale si svolge con i dovuti crismi ed il dovuto rispetto per se e per gli altri l’attività di musica dal vivo. Nel dichiararsi Live Club bisogna stare attenti ad alcune importanti cose, ad esempio:

1) Si ha un luogo fisico all’interno del locale adibito alla musica? Se non un palco, almeno una pedana? Uno spazio che sia in qualche modo delimitato ed adibito ad uso esclusivo dei musicisti?

2) Si ha una strumentazione di base correlata alle esigenze del posto e della musica che si vuole proporre e comunque almeno consistente in un mixer e due casse?

3) Si è a conoscenza dei permessi che necessitano per svolgere tale attività? Si è fatto testare acusticamente il locale? Si è certi di poter esercitare l’attività? Si è a conoscenza delle basilari disposizioni sul diritto d’autore? (ARPA e SIAE potrebbero rovinarvi la festa in qualsiasi momento)

Il fatto che l’Italia sia un paese in cui regna l’autocertificazione non significa che voi possiate dichiarare di avere/gestire un live club senza rispettare uno qualsiasi dei punti di cui sopra, figuriamoci più punti insieme. Chi è convinto di avere un live club perché sacrifica un tavolo e dice ai musicisti di portarsi un camion di strumenti perché al locale non c’è niente se non la presa al muro sbaglia di grosso! Chi non sa quando e come richiedere un permesso SIAE, non conosce l’ordinanza del comune dove esercita in merito agli intrattenimenti ed agli spettacoli, non ha mai sentito parlare di watt e di decibel già ha perso in partenza, e mette a rischio non solo le proprie finanze ed il proprio impianto elettrico.

Ora mi auguro che molti di coloro che cavalcando la crisi si sono reinventati direttori artistici organizzando serate musicali in posti del tutto inadeguati si siano già ricreduti ed abbiano smesso per fare alla categoria dei musicisti un regalo di Natale, quindi smetterò di parlare con riferimento a loro per un concetto molto semplice: se non sai cos’è un live club come fai a pensare di gestirlo?

Un Live club quindi è quel luogo in cui si ha per la musica ed il musicista un grande rispetto, nell’ottica della collaborazione e dell’indispensabilità dell’esistenza degli uni per quella degli altri, e non parlo di posti da mille persone, di palchi dieci per otto, di migliaia di watt di amplificazione, perché la maggior parte di coloro che organizza live lo fa in localini minuscoli nei quali però cerca di non far mancare nulla alla dignità dei musicisti, dalla possibilità di fare un sound-check seguiti da un fonico alla cena ad una giusta consumazione per il dopo concerto (ben inteso, può essere il gestore stesso sia il fonico che il cuoco che il banchista se è in grado di farlo).

Ora che abbiamo individuato dove possiamo svolgere attività di musica dal vivo vediamo in che modo possiamo farla. La “missione” principale del locale può essere duplice: fare intrattenimento o fare divulgazione musicale. Se si decide di fare intrattenimento, quindi di intrattenere appunto la clientela con spettacoli musicali, questi possono essere di diversi generi, dal concerto di cover al karaoke, la musica proposta non sarà condizione necessaria allo svolgimento della stessa, quindi potrà capitare che un tavolo decida di mangiare in contemporanea, giocare a risiko, mettersi in concorrenza cantando dei tantiauguriate a squarciagola di tanto in tanto se è in sala per un compleanno. Il musicista (che ne è cosciente) potrà essere chiamato a collaborare alla serata, appunto intrattenendo, seguendo da vicino il momento della torta, gestendo le macchine da spostare nelle immediate adiacenze del locale, preparandosi per brani a richiesta. Se vi interessano serate del genere sul web trovate tutto ciò che vi occorre per organizzarne e sicuramente cadranno nel vostro locale musicisti/animatori a migliaia a consegnarvi demo e materiale vario. (Ci tengo a sottolineare che non c’è nessuna denigrazione in queste mie parole per il genere, in quanto io stesso mi esibisco in serate di musica romana dove mi metto a completa disposizione della sala con il ruolo di intrattenitore prima che di musicista.) Su questo sito per esempio trovate divise per artista e regione circa 2.500 cover band http://www.guidamusicisti.it/tributeband/tuttetributeband.php solo per dirne uno. La serata di intrattenimento può durare qualsiasi tempo, a seconda di ciò che si propone, dall’ora all’infinito, come nel caso in cui ad esibirsi sia una cover band di De Gregori, il repertorio noto è così vasto che proporlo tutto è tecnicamente infattibile, e le sole richieste dei brani famosi potrebbero far durare la serata quattro ore!

Se invece il locale che presenta le caratteristiche del live club, vuole fare divulgazione musicale, quindi promuovere alcune produzioni al posto di altre, dovrà fare attenzione a diverse altre cose (lo stesso locale può anche prendersi la briga di organizzare serate di entrambe i tipi, ma sarà necessario che si comporti diversamente a seconda della situazione). Per esempio molti locali e circoli hanno sposato la causa della musica cosiddetta indipendente, quindi facendo esibire realtà musicali che compongono musica propria, sconosciute ai più se non allo loro diretta cerchia di amici. Normalmente i locali di questo tipo hanno un pubblico curioso che frequenta il posto appositamente per conoscere nuove proposte musicali, tuttavia la serata deve avere carattere diverso da quelle di intrattenimento e condizionato dal gestore. Non deve durare troppo, essendo brani per lo più sconosciuti chiunque si stancherebbe, diciamo un’ora o poco più. In quest’ora al pubblico va richiesta attenzione ed ascolto, far sparire giochi da tavola, avvisare eventuali festeggiatori di turno, sospendere se necessario la somministrazione, magari avvisando prima gli avventori di questa sana abitudine. Se non in casi di estrema e vitale importanza non andare ad interrompere i musicisti per richiedere lo spostamento di una punto in tripla fila…

In ogni caso spero che questo 2014 aiuti a tenere stampate in mente certe regole importanti: i patti vanno rispettati in ogni caso, quindi è sempre meglio mettere in chiaro tutte le possibilità che una serata prevede, magari per iscritto, il caso pioggia, il cachet, le consumazioni a disposizione, i tempi di esibizione e gli orari, la scheda tecnica ed il materiale a disposizione, clausole inerenti la scarsità di pubblico, perché così come è vero che i musicisti non sono PR e non devono occuparsi di riempire i locali è altrettanto vero che se il locale non lavora e non può quindi corrispondere la totalità del cachet accordato la colpa non è neanche solo sua, può essere della comunicazione, del tempo, di un posticipo calcistico imprevisto o anche del poco successo della band. Dividersi il rischio, ma prima che accada, è buona norma.

Infine ai musicisti (a quelli che già non lo fanno) consiglio di uscire ed andare nei locali, essere clienti prima di cercare di “lavorarci”, mentre sconsiglio di mandare mail a raffica dal salotto di casa a tutti i contatti che trovate con su scritto live, senza documentarvi e distinguere, perché ci fate una brutta figura se chiedete di suonare le cover della Pausini in un locale metal e viceversa… Ai gestori consiglio di non pensare mai che la musica è la soluzione ai propri problemi economici, per organizzare una serata un locale ha dei costi molto alti che difficilmente gli incassi restituiscono, proporre musica dal vivo deve essere un modo per caratterizzarsi, per fidelizzare col tipo di pubblico che si vuole poi veder frequentare il locale, per farsi pubblicità direttamente sul territorio, ma se non siete pronti a sacrificare il trenta per cento dei vostri incassi per la gestione di una serata allora è meglio che fate volantinaggio… Le Jam Session non vedetele come ottimo modo per avere serate musicali gratis! Fatele gestire da un musicista del territorio in gamba e con credibilità, sprecatevi in consumazioni gratuite che mica apro il vaso di pandora se dico che a voi una birra chiara vi costa sotto l’euro, magari ascoltate qualcosa di buono e proponete serate adeguate!  Ultima cosa, sempre ai gestori, ma perché al cinema ci vanno tutti e pagano, a teatro peggio che mai e per vedere musica non si può chiedere un biglietto d’ingresso che il locale destinerà poi a cachet? Usciamo dalla mentalità che con le consumazioni poi si rientrerà, questo forse sarà vero, ma l’avventore medio rispetterà più la birra che sta pagando che il musicista che lo sta intrattenendo mentre la beve, e questo non fa bene a nessuno, in primis alla musica, che alla fine è quella che vi ha portato a leggere fin qua. Bella. Andrea Caovini.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: