Quando NON pagare la SIAE!!! – Seconda parte…

V per SIAENell’articolo precedente si è arrivati ad alcune importanti conclusioni per quanto riguarda l’esecuzione pubblica di opere di pubblico dominio, di musica tradizionale, di opere non tutelate dalla SIAE, quindi facenti capo ad altre forme di tutela o tutelate direttamente dall’autore, ossia che NON sono sottoposte a nessun obbligo patrimoniale in virtù del fatto che non esiste più il diritto demaniale (che prevedeva un pagamento per qualsiasi tipo di esibizione musicale) in seguito all’abrogazione di alcuni articoli della legge 633/1941. Oggi voglio affrontare altre ipotesi in cui nulla è dovuto alla SIAE, sia in termini patrimoniali che in termini di dichiarazioni.

Alla base della corresponsione del diritto d’autore vi è la “pubblica esecuzione” delle opere o in alternativa vi è lo scopo di lucro, come ci chiarisce l’articolo 15 della legge 633/1941 qui riportato:

Art. 15.

Il diritto esclusivo di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico ha per oggetto la esecuzione, la rappresentazione o la recitazione, comunque effettuate, sia gratuitamente che a pagamento, dell’opera musicale, dell’opera drammatica, dell’opera cinematografica, di qualsiasi altra opera di pubblico spettacolo e dell’opera orale.

Non è considerata pubblica la esecuzione, rappresentazione o recitazione dell’opera entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell’istituto di ricovero, purché non effettuata a scopo di lucro.

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Cerco di interpretarlo. Nel secondo periodo si specifica che non è da considerarsi esecuzione pubblica quella che avviene nella cerchia ordinaria della famiglia, scuola eccetera… per capirci, sarebbe un’assurdità dover corrispondere diritti d’autore per poter studiare un brano ed imparare l’uso di uno strumento o cantandolo a fini didattici, per esempio all’interno di una scuola di musica o nelle esercitazioni domestiche, meno chiaro durante un saggio, aperto anche al pubblico, a maggior ragione se per poter assistere venga richiesto un biglietto d’ingresso, ci sia quindi uno scopo di lucro diretto. Così si potrebbe intendere che per il festeggiamento di un matrimonio che avvenga in una location privata, quindi non aperta al pubblico (è la SIAE stessa  nelle pagine del suo sito dedicate alle domande ricorrenti a specificare che se una cerimonia è celebrata in un locale pubblico e prevede esecuzioni musicali ed intrattenimenti sia necessario richiedere il permesso, quindi, giustamente, pagare) e si dia per scontato che il matrimonio sia per eccellenza un evento che riguardi la cerchia ordinaria della famiglia il diritto d’autore non debba essere corrisposto, così come nel caso di feste private presso la propria abitazione o sempre presso strutture private, sempre che, intendiamoci, non sia chiaro lo scopo di lucro. Cosa può significare ciò? C’è una sentenza della Corte di Cassazione e precisamente la Sentenza n. 8304 del 1997 su un ricorso proposto proprio dalla SIAE contro l’ANID (associazione nazionale istruttori di danza) che introduce un concetto importante, la RECESSIVITA’ dello scopo di lucro rispetto ad altri scopi, nella fattispecie quello didattico (dalla sentenza emerge che nell’uso di musica in una scuola di danza è leggibile uno scopo di lucro, ma indiretto, non principale). Ed è innegabile ragionando per logica che lo scopo di lucro all’interno della celebrazione di un evento come un matrimonio o un compleanno seppur esista sia comunque indiretto,anzi non riguardi in alcun caso l’organizzatore dell’evento, tutt’al più i musicisti coinvolti. Ciò sempre ovviamente premettendo il carattere privato dell’evento stesso, in quanto per eventi pubblici non è determinante lo scopo di lucro per dover corrispondere il diritto d’autore. In questo secondo caso è l’articolo 15-bis a rendere possibili dei trattamenti favorevoli nel caso di manifestazioni benefiche o svolte direttamente all’interno dei luoghi fisici che ospitano associazioni eccetera…

La domanda che voglio porre alla SIAE (che custodirà gelosamente tra le tante domande alle quali non vuole dare risposta) è:

Devo sposarmi, organizzerò un ricevimento in una villa di proprietà privata dove l’accesso sarà riservato alle sole persone invitate, prevalentemente familiari, ci sarà un musicista che intratterrà gli ospiti, sono tenuto alla richiesta del permesso SIAE?

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