SIAE: effetti della non obbligatorietà della compilazione del programma musicale.

V per SIAE

[ Piccolissimo riassunto delle puntate precedenti: secondo le voci più autorevoli in materia di diritto d’autore l’articolo 51 del regolamento di attuazione della legge sul diritto d’autore (che obbliga TUTTI alla compilazione del programma musicale in caso di pubbliche esibizioni) sarebbe abrogato almeno implicitamente per via dell’abrogazione esplicita dell’articolo a cui fa riferimento, ossia il 175 della legge 633 del 1941 (diritto demaniale, abrogato in blocco nel 1996). ]

Chi è poco addentro a certe questioni si chiederà cosa possa cambiare tra l’obbligatorietà o meno della compilazione del programma musicale (c.d. borderò), soprattutto alla luce delle dichiarazioni della SIAE che vanta la restituzione della cifra versata a titolo di cauzione al momento della richiesta del permesso per l’esibizione, in caso ovviamente che essa preveda solamente repertorio non tutelato dalla SIAE. Rispondo da musicista non iscritto, che ha vissuto e vive sulla sua pelle gli effetti dell’esistenza in vita secondo la SIAE di questo famoso articolo.

La SIAE non ha alcuna ingerenza nelle esibizioni che prevedano musica per cui non gli è stata espressamente chiesta dall’autore con una delega la tutela. Io non l’ho fatto. La SIAE dice che anche se io non l’ho fatto per dimostrarle che non ho suonato brani tutelati devo riempire il Programma Musicale, compilazione alla quale sono tenuti TUTTI secondo il famoso articolo. Chi organizza un mio evento DEVE secondo loro recarsi all’ufficio SIAE di competenza per territorio e chiedere un permesso per la mia esibizione, pagare l’importo del permesso a titolo di cauzione, ritirare il programma musicale da far riempire al musicista (direttore dell’esecuzione) poi verificarlo e nel caso restituire la cifra.

PRIMA IMPORTANTE CONSIDERAZIONE: la restituzione avviene al netto dei così detti costi di segreteria, avviamento pratica e via discorrendo, quindi in ogni caso alla SIAE rimane una fetta del versato. Nella mia ultima esperienza in ordine di tempo che posso documentare meglio se occorre ma che per semplicità spiego a grandi linee, per un permesso richiesto in cui io ero direttore dell’esecuzione, permesso concerto da 129 euro dichiarati, ma costato 182 e spicci tra costi tasse e cauzioni, sono stati restituiti esattamente 129 euro.

Il fatto che io NON SIA OBBLIGATO alla compilazione del programma musicale comporterebbe alla SIAE l’onere di verificare lei stessa, tramite i suoi accertatori e per mezzo di registrazioni con apparecchiature meccaniche (così recita il loro sito) la veridicità delle mie dichiarazioni, che in uno stato di diritto dove la buona fede è sempre presunta mi pare anche logico, capendo tuttavia la difficoltà di andarsi a cercare eventi in giro tutte le sere senza alcuna indicazione data dall’autodenuncia. Ma non mi pare che questo sia un problema che possa gravare su un autore che ha liberamente deciso di NON delegare la tutela dei propri diritti alla SIAE, al limite gli autori che invece hanno delegato questa tutela e per i quali gli accertatori vanno in giro la notte a fare la guardia mettessero se necessario le mani al portafogli per pagargli gli straordinari! E’ come se io pagassi la sorveglianza alla banca sotto casa mia, dove non ho i miei soldi, invece dei suoi clienti. Mi spiego?

(Ovviamente la questione di far pagare gli iscritti è volutamente provocatoria, già la cifra annuale che pagano rispetto al servizio che ricevono è assurda da giustificare.)

GRAN FINALE: L’abrogazione dell’unico articolo che mi obbligherebbe volente o nolente a recarmi (io o chi per me) in SIAE eviterebbe un pagamento preventivo sicuramente indebito e la sottrazione giocoforza di soldi ASSOLUTAMENTE NON DOVUTI PERCHE’ PAGATI PER AVVIARE UNA PRATICA ALLA QUALE NON SONO TENUTO!!! Questo comporterebbe che il locale che ospita una mia serata, dove eseguirò solo mie canzoni non sottoposte a tutela SIAE, non dovrebbe andare la mattina all’ufficio, non dovrebbe pagare nulla, non dovrebbe andare il giorno dopo a chiedere restituzioni, non dovrebbe il giorno dopo vedersi sottratti comunque dei soldi. Il locale sarebbe incentivato ad organizzare serate come la mia, e la mia situazione è quella che ad oggi riguarda la maggior parte dei gruppi emergenti, e soprattutto quelli composti dai più giovani! Dal mio punto di vista io potrei trovare molte più serate in virtù dei minori costi e della minore burocrazia, potendo chiedere anche un rimborso più alto delle miserie normalmente concesse proprio in nome di tutte le spese che ci sono dietro all’organizzazione di un live! Il mio lavoro e quello di altre migliaia di musicisti ed ovviamente quello di tanti locali ne trarrebbe un beneficio enorme. E chissà quanti altri Live club dedicati alla musica emergente aprirebbero, trovando una formula per fare musica, cultura ed intrattenimento a costi molto più bassi degli attuali!

Ciò premierebbe senza ombra di dubbio la creatività, che credo sia realmente la cosa da tutelare attualmente in Italia.

TUTTO QUA, se vi pare poco. Ciao!

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2 responses to “SIAE: effetti della non obbligatorietà della compilazione del programma musicale.

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