Non ti dimenticherò mai, completamente.

Riprendo dopo mesi ormai la strada del post narrativo, e lo scrivo partendo dal presupposto che la prima considerazione lucida che sarebbe venuta a me su un’altrui simile questione sarebbe stata esattamente quella che alcuni tra voi staranno valutando se mettere simpaticamente nei commenti o meno, alias: e ‘sti cazzi?

Forte del fatto che non siete di certo tanti e che siete sicuramente educati e che addirittura alcuni di voi non sono di Roma confido in una indulgenza ed ancora in un po’ di pazienza.

Il tempo pare sempre troppo poco, e quando invece ce n’è a esser poca è la voglia di fare, così tra l’organizzazione del primo maggio dei castelli ed un paio di eventi musicali ho praticamente abbandonato il blog, con la scusa sempre buona di far luce nelle mie poche idee ma confuse, e tornare agli antichi fasti delle cento visite quotidiane senza uso di scorrettezze, ed eccomi a provarci.

Vi sono mancato? Qualcuno ha pensato a me in questo lasso di tempo? Qualcuno ha ripercorso con nostalgia i tempi dei miei post su questioni sociali, sentimentali, etiche? Mah, ho i miei dubbi. Ed è proprio da questi dubbi che voglio ripartire…

L’UOMO DIMENTICA, ma praticamente mai del tutto. Ora per esempio io torno a scrivere, ed ecco tornato Andrea, a far riaffiorare qualche ricordo in chi in epoche delle quali ha perso la posizione cronologica ha premuto il tasto “segui”, trovandosi una bella mail di avviso ad ogni mia azione su wordpress. Qualcosa verrà fuori dai vostri ricordi, un post che vi ha colpito particolarmente, una foto collegata, una frase, perché no, che eravate pronti a dire voi ma vi ho fregato sul tempo. Torna quell’immagine ed arriva l’idea che al posto dello ‘sti cazzi iniziale voi possiate scrivermi invece che non mi avete dimenticato affatto e che vi sono mancato. La verità dov’è? Sta ovunque, presa a spinte dalla nostra scarsa memoria ma mai troppo scarsa da farci dimenticare qualcosa o qualcuno in modo completo ed irreversibile, sbattuta tra la lacrimuccia da rincontro alla stazione e l’occhio strizzato come se vedendoci peggio si possa ricordare meglio.

Finale, liberatorio per i più, e forse anche per me. Non ci dimenticheremo mai, se non per sopravvenute patologie, ed al tempo stesso non ci ricorderemo mai, se non saranno avvenimenti specifici a farci tornare presenti, tangibili. Io stesso, in primis, sono certo di non avervi mai dimenticato, ed altrettanto certo che voi non mi dimenticherete mai, completamente!

See you…

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