“Dall’amore non si scende piano, dall’amore si cade.”

“In amore il problema sono le domande, perché pretendono risposte e le risposte non sempre si hanno, o almeno non sempre si sanno formulare, o, mettiamola così, in rari casi vengono interpretate con lo stesso senso che voleva dargli chi le pronuncia. Che poi in effetti il problema, in amore, sono le risposte più che le domande, ma se non venissero poste le prime le seconde non avrebbero la possibilità di esistere, perciò… A guardarla diversamente, però, il problema sono i dubbi, che stanno in genere alla base delle domande, tipo “ma tu mi ami?”, che lasciano presagire la risposta desiderata, e innescano la riflessione in chi deve rispondere, che nel 99,9 % dei casi lo farà male. O con troppa enfasi o compiacimento, o con troppa lentezza, o con aria non da subito decisa come il caso richiedeva. Il problema sono però pure domande più semplici del tu mi ami, a volte il problema sono anche le domande tipo “cosa vuoi mangiare stasera?”, perché ad una domanda così si può rispondere in tantissimi modi, ma quello giusto muore dopo poco tempo dall’inizio di una storia d’amore, ed il più semplice dei “quello che vuoi tu” può diventare la lama che spaccherà le vene dei polsi alla storia. Il problema spesso è guidare, in una storia d’amore, perché quando chiedi “dove andiamo?” tutta l’angoscia del “dove vuoi” si riversa tra volante e cambio, preme la frizione al tuo posto e comincia a macinare inutili chilometri in cerca del luogo più adatto per l’addio. Il problema è la stanchezza e la routine, sono i posti che finiscono, a conferma del come è piccolo il mondo. Il problema è che le domande giuste non le facciamo perché fanno male, le risposte giuste non le diamo perché fanno male, i dubbi giusti non ce li poniamo perché fanno male. Il problema è che non ci piace per niente soffrire, e invece di farci i funerali in pompa magna all’amore ce lo teniamo morto in casa, finché una puzza insopportabile lo trasformerà in odio, in tradimento, in disgusto, in repulsione. Il problema è che l’amore porta con se una folle fiducia verso l’eternità, e vive di perfezioni lontanissime e di attese, piuttosto che affrontare il dubbio giusto, porre la giusta domanda, dare la giusta risposta. Guarda noi, per esempio, mesi a chiederci se ci amavamo, a risponderci di sì, sempre meno convinti, mesi ad andare “dove vuoi” passandosi la palla avvelenata del guidatore, mesi a mangiare “quel che vuoi” sperando ci ricordasse quelle vecchie storie sul “va bene tutto, basta che stiamo insieme”. Come se da quell’amore volessimo scenderci al rallentatore, trovarci giù a terra senza conseguenze, evitando qualsiasi approfondimento, talmente consapevoli del viaggio all’indietro che non ce ne sarebbe stato bisogno. Ed è così che abbiamo sbagliato l’ultima fondamentale domanda, nella resa del domani andrà meglio. Dovevamo chiederci semplicemente: come si fa a scendere piano da quest’amore?

Dall’amore non si scende piano, dall’amore si cade.”

da Prenestinity II – Lettere a Giulia

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2 responses to ““Dall’amore non si scende piano, dall’amore si cade.”

  • Carla Ceccarelli

    Andrea bellissimooo…parole vere considerazioni giuste ma dure …crude..e purtroppo vere!!!! però per fortuna quando si cade ci si rialza e si rifà subito la stessa azione per non rimanere impauriti per sempre…

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