Appello ai musicisti!

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*Appello ai musicisti, fonici, gestori di locali Live, lavoratori dello spettacolo in genere*

Sarà capitato una miriade di volte a tutti noi di essere interrotti durante uno spettacolo, un’esibizione, dalle forze dell’ordine intervenute su chiamata di un vicino che denunciava rumori molesti, schiamazzi e via dicendo. Sarà capitato a tutti di constatare l’impossibilità degli agenti o carabinieri intervenuti ad un rilevamento di quel tipo, non avendo una strumentazione adeguata per constatare l’ipotetica infrazione. Sappiamo che i preposti a constatare infrazioni che riguardano serate live sono l’arpa e la siae, che le infrazioni vanno misurate in decibel e non su voci che dicono che la musica sia alta. La gran parte dei comuni non hanno una normativa precisa, rilasciano permessi ed autorizzano serate con la clausola di compatibilità del vicinato, la siae autorizza le esibizioni, prende i suoi soldi e non tutela in alcun modo gli organizzatori dell’evento eccetera eccetera…

Allora, cos’è che io vorrei fare con il vostro aiuto? Vorrei chiedere ai comuni una codifica chiara di tali attività, i livelli di volume raggiungibili in una serata autorizzata e gli orari entro i quali si deve svolgere, evitando le buffonate sulle insonorizzazioni, che poi l’estate all’aperto cosa insonorizziamo? Vorrei chiarezza perché chi ha intenzione di aprire un locale sappia se sul territorio dove apre può permettersi o meno certe attività, in modo da valutare prima di ritrovarsi perseguitato perché la gente che fuma fuori parla ad alta voce.

Più di tutto però è una cosa che vorrei…

VORREI UNA VOLTA PER TUTTE CHIARIRE CHE CHI HA UN LOCALE, CHI CI SERVE AI TAVOLI, CHI CI CUCINA E CHI CI SUONA SONO DEI LAVORATORI NOTTURNI, COME L’INFERMIERE, L’OPERAIO, IL FORNAIO E CHIUNQUE TROVI SUSSISTENZA ECONOMICA DA CIO’ CHE FA DALLE 22.00 IN POI!!!

Basterebbe poco per avere chiarezza ed univocità di trattamenti, basterebbe altrettanto poco per far capire al vicino isolato ed infastidito che siamo in una democrazia, e se cento persone vogliono sentire la musica e lui no, per una sera deve sopportare, sempre nel rispetto delle norme, che attualmente mancano.

Le forze dell’ordine poi non devono essere costrette a ritorsioni perché se non sta nei loro compiti l’accertamento di certe infrazioni ne devono trovare per esasperazione altre di loro competenza (sapete tutti di cosa parlo, non c’è da nascondersi dietro ad un dito), chiedere i documenti a tutti i frequentatori di un locale per esempio non è che faccia bene  all’espansione della clientela, inutile prenderci in giro con la questione del sentirsi protetti, siamo seri.

Io credo che, per esempio, l’intervento delle forze dell’ordine sia lecito e sacrosanto, ma che debba avvenire anche alla presenza del richiedente, di modo che, come per il codice bianco al Pronto Soccorso, chi le ha fatte intervenire a vuoto, trovando il locale con le dovute autorizzazioni ed in regola, paghi almeno l’intervento di tasca sua, che sarebbe un deterrente utilissimo per evitare che a causa di uno starnuto il popolo italiano debba pagare lo spostamento di un mezzo e di personale che poteva essere ben più utile altrove. La tutela del privato cittadino nei rispetti della comunità non può a mio avviso impedire di lavorare ad almeno 10 persone (tra musicisti e dipendenti dei locali).

Volendo estremizzare la questione dell’inquinamento acustico io ritengo infine che sia decisamente più fastidioso un martello pneumatico di una chitarra, nonché posso assicurarvi che il camion dell’immondizia alle quattro di mattina non è una ninna nanna, e allora a tutela dell’ambiente e dei miei privati diritti di dormire la mattina in quanto lavoratore notturno, mi potrei sentire autorizzato a far intervenire la polizia o i carabinieri per fermare un cantiere per strada o impedire il ritiro dei rifiuti, perché se una buona parte dei lavoratori notturni non sono messi in condizione di lavorare, eludendo qualsiasi principio democratico che prevederebbe di interpellare una maggioranza, ma anche a rispetto del diritto del singolo, allora comincerò a telefonare anch’io, finché non avrò saputo se un trattore supera i limiti di tolleranza acustica, così come un martello pneumatico, una sirena e quant’altro invece così tollerato.

Premesso tutto ciò quello che vorrei organizzare è una raccolta firme, perché la politica si occupi di questo che per migliaia di cittadini italiani è un problema, richiedendo un codice chiaro, tecnico, che dica quanti decibel si possono emettere e fino a che ora, evitando l’altra buffonata del rapporto con la rumorosità media della zona in cui si vuole ottenere un’autorizzazione alle esibizioni, perché se in un vicolo ci sono 4 scuole la mattina i volumi saranno enormi e la sera ci sarà il silenzio assoluto. Tutto qua.

Chi è d’accordo commenti questo post (o mi contatti da facebook) di modo che io possa creare una banca di indirizzi e-mail da ricontattare appena ottenute le autorizzazioni per la raccolta firme virtuale (Che avverrà sul sito de “L’urlo – libera associazione di liberi musicisti”, attualmente in costruzione).

Grazie per la pazienza, e spero per l’appoggio! Andrea Caovini.

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