Piccolo trattato sulla Curiosità

Trentacinque anni contro una vita che corre diventano tanti, con la scienza che moltiplica le scoperte, la tecnologia e via discorrendo c’è da sentirsi vecchi a ricordare in fondo così bene le macchine a carburatore, i gettoni telefonici, il postalmarket e le biciclette senza marce. Le enciclopedie poi, tipo “conoscere” con qualsiasi genere di postilla, la natura, il corpo umano, gli insetti, i dinosauri. Parallelepipedi rasentanti i 10 kilogrammi per raccontarci il sistema riproduttivo della mosca. Oggi c’è INTERNET, in un telefono da ottanta grammi ti ci puoi ritrovare tutto lo scibile del mondo conosciuto più una quantità infinita di supposizioni anche sullo sconosciuto. Diventa di una facilità disarmante essere curiosi. La curiosità che è alla base di qualsiasi scoperta, di qualsiasi crescita, di qualsiasi emozione. Leggi una frase su un manifesto, magari ne ricordi solo i contorni e in 0.3 secondi hai una milionata di risultati google che ti dicono chi l’ha scritta e cos’altro ha fatto nella vita.

Dovrebbe venir meno da qui a breve l’utilità della frase “non lo sapevo” usata come giustificazione, dovrebbe essere vietata ed abolita l’ignoranza, fermo restando che sia garantito il sapere. Una copertura Wi-Fi mondiale gratuita ed il gioco è fatto. Alle domande da giorno dopo sul perché non sei venuto, andato, perché non hai fatto, perché non eri, si dovrebbe rispondere allora con sincerità (che poi non c’è nulla di male) invece di nascondersi nel non lo sapevo.

La curiosità dovrebbe poi muoverci, farci spostare, mi spiego: trovo un link su facebook, da una bacheca dove ero andato a farmi i cazzi altrui, lo apro, è una canzone, mi piace e non conosco l’artista, ne cerco altre da youtube, di canzoni, apro una nuova scheda, ci metto il nome dell’artista e chiedo di concerti, chissà, magari scopro che suona gratis a 12 chilometri da casa mia la settimana dopo… Per dire.

La curiosità dovrebbe poi, una volta assolta la sua funzione, spingerci lontani da quello schermo che ci è stato tanto utile, altrimenti quell’utilità la perde, mi spiego: seguo da Twitter la Fandango, esce un film che mi intriga, dal link ne leggo la trama, lo cerco in una sala vicino casa mia, scopro che a pochi chilometri il cinema che lo da il mercoledì fa metà prezzo, mando un messaggio in chat a quella dove ero andato a sbirciare prima da facebook e c’avevo trovato il link figo e la invito, dicendo che i suoi gusti musicali mi piacciono e chiedendo conforto sui miei cinematografici, poi le dico pure che quell’artista che lei ha postato suonerà una settimana dopo, gratis, nel mio locale preferito… Per dire.

Può anche andare male, può darsi che c’andrò da solo al cinema, può darsi che quel link da facebook sia una merda, può darsi che la Fandango abbia toppato il film, può darsi un sacco di cose, ma almeno LO SO. E non farò parte di quelli che stanno a lamentarsi in giro per cose che non hanno mai fatto perché pur volendo non hanno saputo, o peggio di quelli che dicono che non succede mai niente come la buonanima della Mondaini alla fine di Casa Vianello.

LA CURIOSITA’ PORTA AL SAPERE, e ci fa sentire meno vecchi, più al passo coi tempi, penso a Margherita Hack o Rita Levi Montalcini, all’ultima amata Fernanda Pivano (perché mi vengono in mente solo donne?) che non sono mai invecchiate, se non nel corpo.

LA CURIOSITA’ RENDE LIBERI, soprattutto di scegliere, un privilegio non da poco ai nostri giorni dove per noi sceglie la televisione, la moda, la finanza eccetera.

LA CURIOSITA’ SVELA LA BELLEZZA, in noi e negli altri, ed è estremamente utile nel creare rapporti umani, nel circondarsi di ciò che ci si addice, nel non perdere tempo, e chi ne ha, di tempo da perdere?

La curiosità va coltivata, va stimolata. In giro ce n’è di cose da sapere, da fare, da vedere, di persone da conoscere, a non più di un quarto d’ora da ogni casa. E ad ogni modo ritengo sia meglio cercare senza trovare mai che arrendersi al primo bivio. Chi si ferma magari non sarà perduto, ma merita tutta la mia compassione. Oggi più di ieri, meno di domani. Amen.

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2 responses to “Piccolo trattato sulla Curiosità

  • paru

    bah.. mi sembra strano di essere il primo a commentare questa pagina che tra l’altro ho trovato per caso cercando su google “trattato sulla curiosità”.
    Non mi addentro nel discorso, però mi fa piacere dirti che mi sono proprio goduto la lettura!Anzi, se ben ho appreso nel tuo trattato, mi verrebbe da presentarmi, scriverti, sapere che abiti a Milano e che magari hai anche voglia di berti una birra e parlare di jazz o di tutto il resto. Poi a quel punto scopro che sei frosho e allora io mi dileguo quatto quatto, scherzo. O magari adesso vado a dormire che è meglio. Bravo ciao. ah, molto bello anche l’intro alla pagina.

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