Impressioni a tiepido sul *Primo Maggio dei Castelli*

Potrei cominciare dalle lodi all’organizzazione tutta di un evento che è stato a detta di molti uno dei più belli ai quali si è assistito a Velletri negli ultimi anni (qualcuno ha detto 30…). Potrei invece cominciare con i circa trenta messaggi personali inviatimi da amici, conoscenti e non su facebook. Potrei altresì cominciare dalle parole che a bordo mixer mi diceva un uomo sui sessanta, mentre cercava di rintracciare e far intervenire i figli spiegandogli cosa si stavano perdendo. Potrei cominciare pure dalla cortesia, voglia, amore che i musicisti hanno riversato sull’evento quando ancora incerti sugli esiti del tempo ci abbracciavamo e davamo pacche sulle spalle ogni volta che ci passavamo accanto. Potrei cominciare, chessò, dalla poesia di due ragazzini con le chitarre più grandi di loro alla prima esibizione. Potrei cominciare pure dalla dedizione e tenacia del personale tecnico, che ad ogni interruzione della pioggia andava a rifare da capo un lavoro già fatto dieci volte, scoprendo gli impianti e preparandosi a farci partire. Potrei cominciare, volendo, dai ragazzi delle associazioni organizzatrici che dopo un paio di giorni senza sonno e settimane di appuntamenti ad orari improponibili erano lì a coccolarci. Potrei cominciare raccontando le facce attente dei volontari che lavoravano  per la sicurezza di tutti. Oppure potrei cominciare dai bambini che correvano, dagli asciugamani stesi pure sull’erba bagnata, dai salti, dal pogo, dai cori. Invece comincerò e finirò da me.

Sveglia alle nove, dopo le quattro del mattino fatte insieme agli altri organizzatori per stabilire gli ultimi dettagli ed iscrivere Cristiano Mattei a Facebook (ebbene sì, ora ce l’ha). Un sole che non so se il culo ai passeri lo  spaccava, ma so per certo che a me immischiava decisamente le sensazioni facendomi passare tra la felicità di poter vedere un evento memorabile e la tristezza di sapere che un bel mal di testa non me lo avrebbe tolto nessuno da lì ad un paio d’ore. Alle dieci raggiungo la location, i fonici scaricano, i fornitori scaricano, il sole ancora ci da giù, il mal di testa comincia ad infilarsi da sotto le palpebre e prende per i sentieri della tempia, ancora tutto sotto controllo. Si procede. Arrivano i primi curiosi, passeggiatori di cani, i fotografi della domenica pure se è martedì ed i fotografi di tutti i giorni esclusa la domenica, che tanto è martedì, arrivano pure i primi musicisti dall’occhiale inconfondibile e volto semisudato da notte spremuta. Ad un certo punto un senso di sollievo improvviso mi gela: la prima nuvola, l’ultima cosa che ci saremmo meritati di vedere, ancora mezz’ora e saremo circondati. Chiedo la prima birra.

Palco giù, luci giù, americane giù, strumenti giù, teli su. Stiamo calmi che manca ancora un bel po’. Un’ora. Partono le telefonate ai musicisti che arrivano da altrove. Roma, piove. Aprilia, piove. Giulianello, nì. Speriamo insieme che il vento tiri da là ed io faccio il mio personale voto smettendo di bestemmiare. Un’altra ora, inutile, smetto anche solo di pensarle le bestemmie, e finalmente qualcosa si muove, si vede un raggio di sole, ma piove ancora, meno, meno, ora non più. Palco su, luci su, strumenti su. Contrordine, il primo di una lunga serie. Alle 16.30, già in ritardo colossale per il numero delle esibizioni, ci guardiamo tutti, tra gocce sporadiche, i nostri sguardi significano esattamente “ora o mai più”. Senza dirci una sola parola i fonici partono alla riscoperta del palco, i musicisti delle prime esibizioni sui due palchi (tra cui me) si armano di valige, pedali, ampli e ciò che serve. Saliamo, piove ma ora ce ne stiamo tutti fregando, una goccia nel posto sbagliato e potrebbe saltare l’impianto, o uno strumento, ma noi non ci stiamo pensando adesso, stiamo invece pensando alla gente che sta con noi sotto la pioggia da tre ore ormai e ci dice con gli occhi che non succederà nulla di male. Pronti, partenza, via.

Da lì in poi, e per circa otto ore, è tutto riassunto nella foto in alto. Il resto sono particolari, e li trovate sotto. Se ora siete curiosi e volete sapere come finisce la storia, beh, non so come aiutarvi, perché non finisce…

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.3869836592531.2180177.1477092353&type=1 Sofia Bucci

http://www.flickr.com/photos/francescagiuliani/sets/72157629585075300/ Francesca Giuliani

http://www.flickr.com/photos/riccardomengarelli/sets/72157629969620397/show/ Riccardo Mengarelli

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.396986953674293.99421.100000889744768&type=1 Michela Mariotti

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.377169508996202.83318.321480467898440&type=1 Marco Cocozzoli (emmecinquephoto)

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