La “sindrome da notifica”, il male del secolo.

“La malattia del secolo è la ‘sindrome da notifica’, ne ho le prove. Ne soffriamo praticamente tutti, ad infettarci è internet. I primi sintomi della malattia sono una strana mania di raggiungibilità ed un delirio di egocentrismo misto a un forte senso di solitudine. L’epidemia è iniziata alla fine del secolo scorso, con l’avvento del telefonino, la prima avvisaglia si era avuta nella forma simplex del “terrore da batteria scarica”, e le prime scene di pazzia si materializzavano nello scambio di schede sim per essere raggiungibili almeno dieci minuti l’ora. I social network l’hanno peggiorata abbattendo le nostre già indebolite difese immunitarie, facebook su tutti. Si comincia per gioco, dieci minuti la settimana dal pc di casa, poi piano piano i tempi si allungano, si arriva di norma alla quotidianità, e nei casi più gravi si arriva alle 24 ore su 24, grazie (per modo di dire) all’attivazione degli aggiornamenti sul cellulare ed alle connessioni onnipresenti. E non se ne esce più. Malattia non mortale, ma cronica, ti porta al non poter evitare di andare a cercare un uno (1) rosso in giro per gli schermi che hai a disposizione, e a scrivere/cercare/postare qualcosa che ti porti consensi. E mentre stai lì ad attendere commenti, gradimenti eccetera non si accende nessun uno (1) se non per farti sopportare le amare delusioni degli inviti ad eventi, aggiornamenti di gruppi, messaggi cumulativi su serate e cause improbabili, tag su foto pubblicitarie o improponibili moralismi su cosa sia peggio mangiare.

Unico vero giorno di soddisfazione è quello del compleanno dove almeno la metà della cifra data dalla somma dei magici numeri rossi in alto a sinistra è realmente dedicata a te, sotto forma di auguri fatti dall’amico del cuore o dall’Immobiliare marchigiana che hai aggiunto per disperazione. E così io ho studiato la soluzione: modifico settimanalmente la data del mio compleanno, di modo che tra gli sprint da giorno prima, l’enfasi della festa ed i ritardatari dell’ultim’ora almeno per tre giorni la settimana non mi sento solo, ed è un continuo aprire la tendina delle notifiche. Un po’ come prendere la pastiglia per la pressione anziché mangiare senza sale. Se proprio non si può guarire cerco almeno di assicurarmi una certa dignità nella malattia, e la salute val bene una bugia.”

 

da Prenestinity II

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