“Ma che ‘i tieni tu ‘i conti?” – “Eh, sono il suo umilissimo amministratore, signor Marchese…”

*Secondo il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, “chi oggi protesta dovrebbe fermarsi un attimo e pensare al futuro dei propri figli”.* (fonte TMNews, link in basso)

Cercando informazioni sul web per provare a sapere cosa sta accadendo in giro per Roma e in Italia mi trovo davanti questa frase. Non è che io fossi troppo d’accordo con la rivolta dei Tassisti, ma neanche completamente contrario, in ogni categoria c’è il buono ed il cattivo, e volendo dare per scontato che i cattivi non stiano strumentalizzando i buoni (che è il rischio maggiore in situazioni simili) mettersi contro ai tassisti è equivalente a fomentare la guerra tra poveri a cui tanto tengono le classi dirigenti. Io da buon povero voglio prendermela con chi di dovere, disapprovando le motivazioni che dai più sento alla televisione “che se danno altre licenze io non lavoro più”, visto che sarebbe facile pretendere di avere un’esclusiva sulla nostra professione, discorso che portato agli estremi farebbe chiudere scuole di formazione, università, conservatori, istituti tecnici, perché dov’è che serve ancora un solo lavoratore? In quale ramo? Disapprovando dicevo le motivazioni, ma sostenendo gli intenti.

Sere fa mi confrontavo con un dipendente A.t.a.c, o di una ditta appaltatrice, a dire il vero non lo so, e mi diceva che il giorno prima si era incatenato ai cancelli degli uffici con altri colleghi, per far valere i propri diritti, tra cui sollecitare i pagamenti degli stipendi, da molto sospesi. Mi ha raccontato di scontri aspri, di uffici distrutti, di poliziotti feriti. Mi ha detto poi che oggi avrebbero ripreso la lotta, unendosi ai tassisti ed ai trasportatori di tutta Italia, riprendendo con gli scontri perché per lui e per molti ormai era una questione di fame oltre che di giustizia. Non obbligo chi mi legge a credergli, come non ho obbligato me stesso (anche vedendo un ematoma causato probabilmente da una manganellata), ma credo che riflettere sia doveroso.

Le televisioni ci fanno vedere il meno possibile, i giornali ci raccontano solo punti di vista, nessuno prende posizione come se non fossero affari di tutti, come se non fosse vero che con la benzina ad 1.80 euro il potere d’acquisto dei nostri soldi stia scendendo drasticamente. Gli autotrasportatori sono solo i primi a risentire di gravi disagi dagli aumenti di gasolio e pedaggi, ma saremo a brevissimo tutti a pagarli, perché tutte le merci che acquistiamo quotidianamente scendono da camion, e fondare un risanamento per praticità sulla benzina è fare la guerra ai poveri, perché l’incidenza di un pieno è enorme su uno stipendio di mille euro (il 10% mediamente), insignificante su stipendi da parlamentare. Non c’è nulla di proporzionale, nulla che si avvicini al “patrimoniale” che tutti i ricchi hanno rifiutato. La mia macchina di 19 anni di vita fa 8 al litro, i nuovissimi 3.000 Diesel fanno anche 20 al litro. Se avessi 40.000 euro per un’Audi A6 la comprerei di corsa, giuro, ma per ora continuerò a spendere 10 euro per fare 40 chilometri…

Ora, però, “Gasperino er carbonaro” vorrebbe sapere quanto paghiamo la carbonella e il carbone e a quanto vendiamo la legna, ma soprattutto dove sta il vino buono, oltre che a casa vostra.

Conclusioni a cuore aperto dedicate al ministro e a tutta la classe politica e “tecnica” che ci governa:

Caro ministro, chi oggi protesta sta pensando esclusivamente al futuro dei propri figli, non al presente delle proprie tasche, come questo schifo di classe politica sta facendo dal 1946 ad oggi. Ricordatevi che siete nostri dipendenti e noi vi paghiamo lautamente per curare i nostri interessi, dove per “nostri” intendo gli interessi del popolo, quindi occhio, che come in ogni azienda che si rispetti il licenziamento per giusta causa è un diritto del datore di lavoro, ed il calcio in culo è molto vicino. Fate almeno attenzione a quello che dite. Distinti saluti.

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20120123_135430.shtml

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