Vinci una crociera!!!

Questa foto sta facendo clamore sul web, e per ovvi motivi… Con tutti i commenti annessi, insulti all’impaginatore e quant’altro. Qualcuno opina che gli spazi venduti dai giornali vanno rispettati. Io opino che se la Crispo confetti ha comprato la quarta di copertina per pubblicizzare la crociera omaggio ai clienti fortunati, non è detto che creda molto efficace comunque quella pubblicità in questi giorni, ma se l’editore voleva comunque prendersi i soldi della campagna pubblicitaria l’unico modo era adempiere al contratto, e quarta di copertina sia. Complimenti a tutti!

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17 responses to “Vinci una crociera!!!

  • Aelthas

    Non ci trovo nulla di scandaloso.
    Dopo l’11 settembre hanno smesso di fare pubblicità di compagnie aeree? No.
    Dopo le solite “stragi del sabato sera” smettono di pubblicizzare le macchine? No.
    Life goes on. Facciamocene una ragione.
    Chiudo dicendo che una crociera me la farei benissimo anche ora.

    • andreacaovini

      E’ un po’ diverso perché l’11 settembre non l’hanno causato i piloti degli aerei… Per rendere l’esempio alla quarta di copertina del 12 settembre doveva esserci Bin Laden che diceva “Vola con noi”…
      E una crociera mai come adesso è giusto farla, i prezzi crolleranno! Però con 40 dispersi ed almeno 4.000 persone che aspettano di sapere se hanno un lutto in famiglia o no penso che sarebbe stato meglio mettere la pubblicità in una pagina centrale o addirittura aspettare un paio di giorni…

  • junloo

    esatto: aspettare un paio di giorni sarebbe stato meglio. ma il tempo è denaro, l’immagine pure (se non di più). maledetti tempi moderni? dubbia moralità degli editori? queste cose mi fanno capire il detto: non ci vedo più dalla fame. la fame rende opaco lo sguardo, il giudizio è compromesso dalla scarsa qualità dell’ osservazione. risultato: lo stomaco brontola, il cervello pensa solo ed esclusivamente a lui. stay hungry, stay foolish. but don’t became a hungry Fool.

  • lupus.sine.fabula

    Il mercato è il mercato… ovvero il commercio è il commercio e ultimamente la pubblicità è senza censura, si sa, in ogni senso…

  • Renato Zennaro

    A una lettera di una lettrice, che esprimeva il suo disappunto per l’infelice accostamento, il direttore del Gazzettino ha risposto così: “Cara lettrice, purtroppo qualche volta il diavolo fa le pentole e anche i coperchi. Per capire ciò che è accaduto occorre conoscere alcuni aspetti tecnici. Molte pagine di pubblicità arrivano in stampa seguendo un percorso parallelo a quello delle altre pagine del giornale: ciò significa che la redazione e la direzione conoscono il nome dell’inserzionista, ma non i contenuti della pubblicità.
    Quando accadono tragedie come quella della Concordia si verifica che non ci siano inserzioni inopportune: se c’è stato un incidente aereo, per esempio, si rinviano eventuali pubblicità che promuovo viaggi o compagnie aeree. Cosa che è stata fatta anche sabato ma, ahinoi, quella pagina risultava, come in effettivi era, una pubblicità di confetti, della crociera in premio nulla sapevamo. Quando ce ne siamo accorti era troppo tardi: il giornale era già stampato.
    Quindi, per rispondere alla sua domanda: certo che si doveva evitare quella pubblicità, purtroppo, per le ragioni che ho cercato di spiegare, non è stato possibile. E di cio’ mi scuso con tutti i lettori”.

  • jechil

    Prima vengono i soldi poi le persone e le tragedie,non mi stupisce più niente ormai….

  • diego arienzo

    fare adesso una crociera e perchè nò se avessi tempo e denaro la farei anche perchè mica e colpa della compagnia che la nave e affondata,e colpa di quello stronzo che adesso si trova pure a casa.

  • loris carraro

    Bene a fatto il direttore del Gazzettino a chiedere scusa ai propri lettori.
    A me resta un forte dubbio, sul fatto che nessuno si sia accorto di quella specifica pubblicità, prima che il giornalista preposto licenziasse la pagina per la tipografia, visto che al giorno d’oggi quasi tutti i giornalisti in redazione hanno la possibilità di vedere il layout del giornale e il suo stato di work In process.

  • giovanni silvestri

    @ junloo & @ everyone commenting

    suvvia, non siate ridicoli, fate i bravi, in particolare tu, jun: è ‘become’, non ‘became’.
    il moralismo fatelo col prete che confessa la vostra più pulita e intatta onestà, invece di comminarvi quattrocento avemmaria e qualche frustata.

    Ah, e visto che ci siete, vedete di fare i cervelli in fuga che avete rotto i coglioni e, per quanto mi riguarda, potete benissimo andare affanculo altrove.

    Bella l’italia, sempre pronta a dar lezioni di stile mentre non sa nemmeno spalare la propria merda e raccattare le proprie macerie.
    Davvero, pensavo che con i seguaci di quell’altro che è andato si fosse toccato il fondo e, invece, siete sorprendenti, o italiani, fate persino più schifo del presidente del milan.
    (Che è ‘quell’altro che è andato’, per chi non avesse capito)

    Davvero vi meritate il precariato a vita, e tutte le lamentele connesse, poveri voi.

  • giovanni silvestri

    Sono maleducato perché ne ho piene le palle di gente che discute a questo modo.
    ‘Ah, i soldi, ah, la pubblicità, ah le disgrazie, signora mia’. Eh, no.
    I soldi e le disgrazie un paio di maroni.
    Servono menti lucide, e analitiche, non cazzate qualunquistiche da Fatto Quotidiano.
    E, scusa, scusa perché vengo a casa tua a maledire il padrone di casa, ma di civile, come tu dici, qui non c’è un bel niente di niente. Chiacchiere su chi è più buono o più bravo.
    Vorrei vedervi al posto del direttore del gazzettino, ora, o di schettino. E a quel punto capiremmo chi ha le palle e chi non capisce che ha di fronte.
    Troppo facile il lancio delle monetine, troppo facili tutti questi mezzucci da sinistra da bar. Vorrei davvero vedere tutte queste persone alla sbarra, precari, tutta la vita. Ma solo per constatare, alla fine dei tempi, che non sanno fare uno straccio di scelta, che non sanno rischiare il culo per un solo minuto e che, alla fine, quello che davvero importa loro, è uno stipendio fisso con un lavoro – di merda, e di cui lamentarsi – fisso.
    Ma se è così, sul serio, emigrate e fate la pizza in canada, cristo.
    ‘night.

    • andreacaovini

      Diciamo che ora è almeno chiaro il tuo sfogo, però è anche vero che (per fare l’esempio tecnico in questione) se un comandante di nave prende 10.000 euro al mese è anche per non scenderci da quella nave, o almeno non prima dell’ultimo passeggero, e dire “come faccio a tornare su, è tutto buio” non gli fa un grande onore. Poi, per la questione Gazzettino, io in una redazione ci lavoro, e sui pdf che vanno in stampa non c’è scritto “pubblicità confetti”, ma c’è esattamente la foto che vedi. Il mio di fastidio per quest’Italia è perché chi sbaglia non paga, e se chi sbaglia andasse a fare la pizza in Canada staremmo più comodi e più sicuri tutti. Se Schettino si facesse 20 anni di carcere come dovrebbe per i reati accumulati con una cazzata sola il prossimo a voler fare il comandante non si farebbe solo allettare dallo stipendio, ma penserebbe seriamente ai rischi che corre e fa correre… Non è utopia, populismo, demagogia o quello che credi tu, è seria indignazione. Un musicista cede il posto sulla scialuppa ad un bambino e ora risulta tra i dispersi, il comandante era in salvo già da due ore. Se questa è l’Italia che vuoi sono sicuro che starai meglio tu in Canada. Chi non sa rischiare e si accontenta dei 1.000 euro è stimabile perché cosciente dei suoi limiti non mette a rischio la vita altrui, certo non proverà l’ebrezza dell’inchino all’Isola, ma sono gioie in assenza delle quali si può sopravvivere… Notte a te.

  • giovanni silvestri

    Bla bla, i bambini e l’italia che non paga. E Schettino che paga per tutti il fatto di aver perso il gioco della bandiera. Ma dai. Ma davvero?! Tu davvero credi a Repubblica e all’agiografia del comandante buono e di quello cattivo?! Cazzo, siamo messi davvero male allora.
    Ho provato a credere, per un po’, che l’italiano medio fosse diverso dalle fiction che guardava, ma guardando bene, non penso che si meriti altro, e che non ci sia alcuna differenza.
    Evviva il Fatto.
    Evviva Repubblica.
    Evviva la morte civile.
    Ma soprattutto evviva.

  • giovanni silvestri

    Pardon, mi è scappata una frase davvero rivelatoria: Schettino bla bla, la feccia del paese… ma la dirigenza di Costa Crociere?

    Fate delle piadine e non rompetemi le palle, nobili, onesti, puri di cuore, teste di cazzo. Ne ho abbastanza di voi e dei vostri blog inutili. Studia, Andrea, studia o impara un lavoro. O fuggi anche tu, lamentone, se in America pensano che tu sappia fare qualcosa.
    Oh, no, Amerika!

    • andreacaovini

      Mio caro Giovanni, hai uno strano concetto di confrontarsi, purtroppo devo ufficialmente dirti che dubito seriamente della tua sanità mentale, e questo normalmente mi impedirebbe di perdere altro tempo con te, ma sei stato fortunato, oggi è un giorno particolare… Il mio blog inutile non ti è venuto a cercare, tu sei l’Italiano del cazzo che va a puttane per fargli la morale, ed io dei tuoi pareri non me ne faccio nulla. Ti senti un grande custode della verità contro la nostra e mia deficienza, che è l’atteggiamento più ottuso che l’essere umano conosca. Potrei cancellare i tuoi commenti e bloccarti ma lascio con piacere tutto com’è perché “anche” l’italiano “medio”, leggendo tra una fiction e l’altra, saprà capire chi è l’idiota. Non meriti altro, d’ora in poi per quanto mi riguarda ti lamenterai da solo, delle tue piadine, pizze, del tuo Canada e dell’America.
      Anzi, chiudo con un consiglio, fai ciò che ti fa stare bene nella tua vita, non andare in giro per blog inutili di lamentoni, che sprechi il tuo tempo prezioso che potresti usare per imparare un lavoro, magari il pizzaiolo. Addio.

  • Sraddino

    Andrè, si dice Amerika…..

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