La ricerca della bellezza e i suoi drammi – part one

In ogni foto hai un volto un po’ diverso, in alcune puoi non riconoscerti, in altre vederti più bello addirittura, di alcune dici siano orribili, te ne vergogni quasi, e certe volte il quasi te lo scordi, e t’arrabbi perché nell’epoca di internet uno che le posta in qualche album su un social lo trovi sempre, per scommessa o crudeltà o solo perché a lui piace. Già, a lui piace, perché magari t’ha sempre visto così, per lui sei ESATTAMENTE così. In fondo tu ti conosci bene, ti sei visto spesso allo specchio e il viso tolte rare eccezioni te lo lavi ogni mattina. Del resto però non sei nemmeno bello come nella tua foto migliore, frangente nel quale non te la senti di lamentarti, anzi, quasi ti convinci che in tutte le altre sei venuto male, dici che non sei fotogenico…Pensavo a questo sbirciando tra le mie vecchie foto, tra i vari guarda com’ero magro e guarda quanti capelli, pensavo questo riflettendo sul fatto che non mi ero in ogni caso mai visto con gli occhi di un altro, se non stabilendo che gli occhi di un altro potessero essere per esempio una macchina fotografica. Io ce l’ho una compattina del cazzo della kodak e molto spesso quando scatto spingo il cestino subito dopo, a volte perché la foto è mossa, altre volte perché ho tagliato particolari fondamentali dei soggetti, altre volte perché quel che vedo nello schermo semplicemente non corrisponde a ciò che vedevo con gli occhi. E ho pensato: se fosse proprio così, che ognuno si tiene le foto dove siamo come lui ci vede allora ognuno ha tanti volti per quante persone conosce. Va da se che la bellezza non è poi così oggettiva, inquadrabile, togliendo sempre le eccezioni, a tutti c’è capitato di essere belli escludendo addirittura il giudizio delle madri. Ognuno di noi è un attimo negli occhi di un altro, è un’impressione che una volta fissata non muta (magari è anche per quello che stanno così attenti a quando prendiamo mezzo chilo…), e questo vale anche per le sensazioni che riguardano altri tipi di bellezza, quella del carattere, dell’anima, quando parliamo di “a pelle” palesando una sorta di sesto senso che ci impegneremo per far avverare, e se ti dicevo che quello era stronzo dovevi darmi retta, che me lo sentivo. Ogni cosa è come vogliamo vederla per certi versi, è la prima impressione che di se ci da, ci comportiamo proprio come la pellicola fotografica. Solo che se nel cervello di un altro siamo venuti male non lo sappiamo così repentinamente, e correggere quell’impressione è quantomeno improbabile. Mi hanno detto spesso frasi tipo “non pensavo che…” o “credevo che tu fossi…”, ed ho pensato a tutti quelli che non me l’hanno mai detto semplicemente perché un’impressione li ha allontanati. Che io non abbia sentito grandi mancanze è un altro discorso. Il problema sta altrove. Il vero dramma del nostro sacrosanto ventunesimo secolo è “photoshop”, la possibilità di renderci belli senza esserlo, di apparire mettendo da parte l’essenza reale, che è più facile e molto meno faticoso. La fissa di rendersi migliori per ottenere e non per migliorare. Fingersi simpatico, dolce, interessato, corretto, per un giorno riesce a tutti, e quante persone puoi impressionare in quel giorno? Toglierti un neo con photoshop, addrizzarti il naso, ingrandire gli occhi è utilissimo quando in fotografia vuoi creare un’opera d’arte, non quando vuoi dimostrare chi sei a qualcuno. A meno che non si è preparati a fingere per tutta la vita. Io, giuro, non ce la faccio.

P.S. La ragazza delle foto è una delle eccezioni di cui parlavo.

(Continua a: https://andreacaovini.wordpress.com/2011/12/05/la-ricerca-della-bellezza-e-i-suoi-drammi-part-two/)

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5 responses to “La ricerca della bellezza e i suoi drammi – part one

  • Sraddino

    Potrei dire che tutto quanto hai scritto si adatta perfettamente all’Amore che ti fa vedere cose non reali e non ti fa vedere quelle che lo sono…..

    Potrei anche dire che Photoshop può molto ma non può fare i miracoli….

    Potrei dire tante e tante cose più o meno belle e vere, però in realtà “La ragazza delle foto distoglie la mia attenzione e, credo, quella del 97% degli untenti maschi eterosessuali (o femmine omosessuali), che leggeranno questo post!

    😉

  • poemonapage

    Già… maledetto Photoshop… questa è la conferma di come oggi sia troppo importante apparire invece che essere… Lo so, questa mia considerazione è inflazionata, ma (ahimè) credo sia vera. La cosa che più mi rattrista è che, oltre a puntare sul farsi vedere, ci si vuole far vedere per quello che NON si è… e la bellezza, secondo il mio modesto parere, è quella della migliore Verità…

    Un bacio,
    Paola

  • La ricerca della bellezza e i suoi drammi – part two « Andrea Caovini

    […] e quant’altro (per chi non ha letto l’articolo precedente, lo trovate a questo link https://andreacaovini.wordpress.com/2011/12/01/la-bellezza/) credo non convenga cercare di piacere a tutti, rischiamo di trovarci circondati anche da chi non […]

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