Tu quanto vali meno di me?

“Sa cosa stavo pensando, stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io anche in una società più decente di questa mi ritroverò sempre con una minoranza di persone…” – Nanni Moretti in Caro Diario

Siamo minoranza, nasciamo minoranza, siamo “uno” rispetto alla totalità degli abitanti di questa terra, siamo poco anche rispetto ad una sola nazione, ad una sola città, figuriamoci quanto siamo piccoli e quanto siamo inutili individualmente. E nonostante ciò non le tuteliamo le minoranze. Ci aggreghiamo, creiamo associazioni, corporazioni, categorie, per essere di più e contare di più, e nonostante ciò rimaniamo minoranza, e la lotta non la facciamo per le minoranze, la facciamo perché la nostra di minoranza venga trattata meglio, non capendo che ciò che ci serve è la simpatia delle masse o al limite il loro terrore, due risvolti estremamente diversi e nonostante ciò gli unici realizzabili…L’unica alternativa è terrorizzare un’economia. Perché sì, la massa può essere intesa sia come il maggior numero di persone, sia come le persone che da sole hanno il maggior capitale, in quel caso con una ventina al mondo si raggiunge bene la maggioranza e diventa problematico spiegargli come funziona la democrazia… Tutto ciò perché continuo a trovarmi circondato di lotte tra poveri, invece che vedere i poveri che buttano le loro dieci lire sul piatto comune per dire “arriviamo a mille lire e diciamo la nostra”. La rivalità e le lotte intestine che hanno da sempre fatto l’uomo lupo tra gli uomini (Hobbes, mica io) continuano solo tra i poveracci, che siamo tutti noi, nessuno si senta offeso, che neanche avere in banca un milione di euro ti fa uscire dai poveracci, i soldi sono altri, altre quantità, altri tenori di vita…

Ognuno è ancorato alla sua minoranza, e fa del tutto per renderla ancora minore. Mi spiego, come di solito è necessario che io faccia: io sono un musicista, amo in senso lato la musica, tutta, tutti gli strumenti e i generi, perché sono parte della mia stessa cultura, angoli diversi di ciò che faccio per campare in beata povertà. Ora di norma io, per avere dei diritti in più, chessò, verso i gestori dei locali per esempio, o dal pubblico ancora meglio, dovrei mettermi d’accordo con tutti i musicisti di tutti i generi e di qualsiasi estrazione essi siano per far in modo di spiccare una paga migliore, educare il pubblico all’attenzione in senso generale, educare le maggioranze al rispetto della mia professione per tutto ciò che prevede, dall’impegno allo studio all’investimento economico e quant’altro… Bella favola. I primi che litigano sono quelli che fanno musica originale con quelli che fanno cover, poi quelli che fanno i cantautori con la bombetta con quelli che si truccano alla Kiss, quelli che fanno liscio con quelli che fanno elettronica, quelli che fanno Metal con quelli che fanno Hip Hop… A cosa porta tutto ciò? Porta al fatto che in ogni minima comunità si creano 20 ghetti dedicati ai musicisti, venti minuscoli ghetti monocromatici che invece di fare circuito si aggrappano ognuno al proprio nucleo ristretto di persone, si riuniscono per smerdare e prendere in giro le altre 19 minoranze, si fanno la guerra. Nei ghetti stessi ci si mette a litigare per competizione poi, come se non bastasse, su chi è il migliore del ghetto, chi deve decidere eccetera…

Questo io lo vedo in ogni attività sociale dell’uomo, magari fosse solo nella musica, ecco cosa intendo per “eterna guerra tra poveri”. Ci facciamo massacrare dalla globalizzazione da tutte le parti, ci tagliano gli stipendi, trasferiscono le nostre fabbriche dove costano meno, non per abbassare i prezzi, ma solo per aumentare i ricavi, sacrificano i nostri polmoni al dio denaro, ci regalano figli malati, ci invadono di prodotti tossici, ci ricattano per ogni cosa proviamo a fare alzando la testa con le assurde storie della crisi, con gli interessi sui nostri mutui che pagano i debiti che hanno fatto altri. E noi? Noi a litigare per come si dovrebbe suonare la chitarra, per chi dovrebbe vendere più dischi e per qual’è la canzone più brutta che abbiamo mai ascoltato, tutti sorretti dagli inutili pareri della nostra spettacolare minoranza. Così non vince mai nessuno se non chi vuole metterci tutti l’uno contro l’altro ed essere certo che con pochi spiccioli se la compra la nostra minoranza. A questo punto, se questa è la storia e non abbiamo intenzione di cambiarla, se abbiamo intenzione di continuare ad odiarci, mettiamoci direttamente in fronte un cartellino col prezzo e facciamoci scegliere da chi deve comprarci, sarà lui a stabilire chi è il migliore, anche se temo che il migliore sarà sempre e comunque quello col prezzo più basso… O vogliamo metterci d’accordo e capire che valiamo tutti allo stesso modo?

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