“Istinti di conversazione”

-Silvia! Ma che sorpresa!

-Chissà perché quando si parla di “sorpresa” si è abituati a dare a questa parola un’accezione positiva, sarà una reminiscenza storica derivante dall’ovetto kinder. Io di mio l’ho vissuta sempre non troppo bene. Se c’è qualcosa che mi ha sorpreso spesso sono stati dei comportamenti che non m’aspettavo, dei gesti, eventi straordinari insomma, che pure “straordinario” è comune usarlo in senso positivo…Ma l’edizione straordinaria del tg non è quella che ti avvisa che un paio di torri di Manhattan non esistono più da una decina di minuti, o che Falcone è saltato per aria con una trentina di metri d’autostrada o che Jean Paul deux è passato a miglior vita? Decisamente straordinario, ed è molto probabile che per tutti (escluso Bin Laden nel primo esempio, Brusca nel secondo e Navarro Valz nel terzo) queste notizie siano state sorprese. Allora che cos’è sorprendente, dov’è scritto che essere fuori dall’ordinario sia positivo. Due minuti fa per esempio ho assistito a qualcosa di sorprendente e straordinario, pensa, un tizio che s’era piazzato qua al tabacchi a fianco, fingeva di giocare una schedina e intanto si segnava il numero di telefono di una che stava facendo una ricarica, che dire, idea straordinaria. Allora per vedere se gli interessavo ho pensato di fare una ricarica anch’io ed in effetti lui lì che scriveva, a quel punto ho pensato a quella massima di Ugo, sulla questione che per far lavorare bene un cervello occorre molto sangue, come del resto ne occorre molto per far lavorare il pisello, va da se che per voi uomini, data la quantità totale di sangue a disposizione, è impossibile far lavorare tutti e due contemporaneamente.

-Sai che mi danno fastidio le generalizzazioni…aspetta, m’è arrivato un messaggio.

-Sarà la ricarica, non te l’ho detto, l’ho fatta a te, mica potevo dare il mio numero ad un maniaco sessuale. Mi devi cinque euro.

-Grazie.

-Che mi racconti? E’ un bel po’ che non ci si vede!

-Che vuoi che ti racconti, le solite cose, le solite ingiustizie quotidiane, la solita musica, il solito bar, il solito Sandrino, il solito io. Tutto ebbe inizio dalla morte della madre di Bambi, la prima delusione della mia vita, fino ai bar che neanche al quinto aperitivo ti offrono uno spogliarello, niente che funzioni come dovrebbe, il nuovo modo di esportare democrazia poi, quello è formidabile, questi americani. Visto al pigneto che è successo? Ti barrichi sul tuo terrazzo e ti metti a sparare sulla folla. Esporti democrazia. Dai fuoco ai tuoi vicini di casa perché il figlio piange troppo. Mi puzza un po’ di “punirne uno per educarli tutti”. Siamo messi proprio male, tanto male che è inutile pensarci altrimenti tanto vale andarsene sul terrazzo col fucile, che questa terra di democrazia ne ha un bisogno matto. Inutile pensarci, perché pensare è come non pensare, l’ha detto Kerouack, mica io, io mi sono solo fidato. Non pensiamoci, prendiamo qualcosa. Un aperitivo? Offre la casa…

-La mia o la tua?

-Beh, la tua è decisamente più vicina…

 

Non è che poi le cose cambino mai drasticamente, non è che gli istinti siano poi così domabili, non sono gli avvenimenti a stravolgere la nostra natura. Forse è più vero il contrario. Puoi stare fidanzato anche sette anni, cambiare e farti cambiare dal tuo rapporto, poi lasciarti e tornare di colpo la bestia che eri prima, quella che credevi impossibile che risorgesse dalle tue ceneri, così fu per me e per molti dei miei conoscenti, compresa l’esatta approssimazione dei sette anni, e se esatta approssimazione vi suona male pazienza, perché la bestia vive d’istinto, i rimorsi e i pensieri gli durano il tempo di una dormita. Quando si sveglia sa benissimo tutto ciò che è accaduto, sa se un predatore s’è portato via la moglie, s’è mangiato i figli, se il più forte del branco l’ha cacciato dal suo territorio. Lui deve comunque continuare a vivere, starà un po’ più attento alle insidie della foresta e forse un giorno tornerà a riprendersi ciò che era suo, o almeno vorrà tenersi questa convinzione fin quando una mattina, dopo tante dormite, s’accorgerà che non gliene fotte proprio più un cazzo di andarsi a riprendere qualcosa al quale s’è disabituato. Bestie.

Da brava bestia andai a casa di Silvia, dimenticando tutti i buoni propositi post funerale di Ugo, la rinuncia a Laurapì, le smanie di cambiamento e tutto quanto, solo riflettendo sul fatto di avere decisamente poco sangue per poterne investire una parte in un ragionamento sensato.

 

da Prenestinity: Libro, Audiolibro, Spettacolo

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