Giulia

“[…] …perché i sentimenti sono distribuiti gratis tra gli uomini e non c’è ingordo che riesca a prenderne più di altri, è la natura stessa che ci avvia alla quantità, e quando a qualcuno ne spettano di più sta alla sua onestà regalarne, in note o parole o pennellate che sia, in carezze o abbracci, in silenzi anche. Sì, silenzi. Perché pure il silenzio può essere sentimento, a saperlo usare. Solo lei non l’aveva capito e continuava a farsene una colpa… 

Ognuno si sceglie la sua vita, questa è la norma, ognuno è responsabile di ciò che è e ciò che fa, ognuno è responsabile quindi del proprio avvenire. Ma mica avvenire nel senso di futuro, macché, avvenire significa succedere, accadere, molto più presente, che poi ciò abbia conseguenze future è un’altra faccenda. Ognuno è responsabile di ciò che gli avviene, questa è la norma. Certo che ci sono eccezioni, non è che perché esiste una legge nessuno trasgredisce. Per questo Giulia si sentiva eternamente insoddisfatta, in colpa con se stessa, si sentiva immobile in una vita che correva, incapace di agire, anzi di agire bene, anzi di agire con i tempi giusti. Poco repentina, ecco. Secondo lei non le avveniva troppo e se ne sentiva l’unica artefice, soffriva del male comune che è non saper aspettare, quello che ci fa guardare tanto lontano e non dove stiamo mettendo i piedi, che comporta il rischio grosso di non trovare niente di prezioso che può essere caduto da qualche tasca, per esempio, e al contempo di poter pestare tanta merda.

Non sapeva vivere di piccoli successi quotidiani e andava guardando orizzonti splendidi, ma essendo la terra di suo rotonda gli orizzonti rimangono sempre equidistanti. Non è la linea che va inseguita, ma devi sceglierti un punto, per quanto lontano, una nave, che vedi lontanissima, con tanta volontà e tanto impegno, nuotando con tutte le tue forze in tutta probabilità la raggiungerai, ma non tra un’ora, né domani. E se ti guardi attorno e trovi un pedalò farai prima, ma non t’illudere che basti un giorno, comunque. Di questo male soffriva Giulia, lo stesso identico male che attanagliava me, Sandrino e chissà quanti altri.

Giulia non abitava mica nella casa del peccato, non c’entrava nulla, l’avevo conosciuta al bar e basta, andava ad una scuola di danza da quelle parti, dice che c’insegnava proprio. Era di fuori ma non voleva che si sapesse di dove, un po’ riservata, abitava da una parte ma andando via partiva dall’altra, per confondere, aveva sempre il telefono silenzioso perché non si sapesse se le squillava o meno. Di sicuro non sarò io e qui a tradire i suoi segreti.”

 

da Prenestinity – Libro, Audiolibro, Spettacolo

illustrazione di Federica Di Stefano

 

(http://www.youtube.com/watch?v=y-coX3-OWMU)

Annunci

2 responses to “Giulia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: